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A Spoleto, l’Arte dello Spirito si eleva con inedite visioni del Duomo e un nuovo itinerario

di - 14 Maggio 2018
Si chiama “Arte dello Spirito-Spirito dell’Arte”, il nuovo progetto dell’Archidiocesi di Spoleto, in collaborazione con Civita Opera, che promuove due concetti in un chiasmo, per una lettura più ampia ma, allo stesso tempo, unitaria dei monumenti della città. Con la Cattedrale che torna a essere non solo un fulcro spirituale ma anche artistico, da cui si diparte ogni altro itinerario. Un’iniziativa che propone il Complesso Monumentale del Duomo di Spoleto, che comprende la Cattedrale, il Museo Diocesano e la Basilica di Sant’Eufemia, con le inedite “visioni” dall’alto – interne ed esterne – della sommità dell’abside del Duomo e del campanile.
Ripercorrendo «la lunga storia di fede, arte e cultura del Duomo – ha spiegato l’Arcivescovo di Spoleto, Renato Boccardo – che si può leggere attraverso le pietre, ma è necessario anche andare al di là di quello che si vede immediatamente e di trovare dentro tutto ciò che racconta». In questa prospettiva, due “visioni” straordinarie fanno parte dell’innovazione del percorso di luce. Per la prima volta, i visitatori possono ammirare dall’alto il ciclo di Filippo Lippi nell’abside e salire sulla vetta del campanile, dalla terra al cielo come espone l’iconografia degli affreschi del pittore fiorentino, dall’Annunciazione alla Natività, dalla Morte della Vergine all’Assunzione fino alla rappresentazione dell’Empireo. In particolare, nella vista in prossimità dell’abside, si può meglio osservare l’affresco del catino con l’Incoronazione della Vergine, Dio Padre e Maria risultano così come figure imponenti e il visitatore riconosce da qui il popolo del Paradiso distinguendo le figure dei Profeti e delle eroine del mondo biblico.
Lo scopo è dunque quello di creare un percorso unitario fra i vari siti che si collegano alla Cattedrale in cui protagonista è la luce che accompagna il visitatore, anche con l’ausilio di una nuova videoguida multilingua, già all’esterno della chiesa, in un cono prospettico in discesa verso la facciata. La luce che genera altra luce si ritrova all’interno dell’ampia navata fino alla visione del catino absidale e al raggiungimento della sommità del campanile. D’altra parte, la cattedrale custodisce vari capolavori, dalla facciata al Pavimento alle varie Cappelle percorrendo stili e scuole, dall’arte delle origini al Romanico, dal Rinascimento al Barocco fino al Neoclassicismo. Ma il Duomo non conserva soltanto monumenti, è anche luogo per eccellenza della spiritualità, con particolare riguardo alla Cappella delle Reliquie dove è custodita la preziosa lettera autografa di san Francesco d’Assisi a frate Leone. Al santo, che ebbe la sua conversione a Spoleto, è dedicato anche un ciclo di affreschi ancora inedito, con l’episodio del lupo di Gubbio, che potrà essere mostrato ai visitatori durante la salita alla vista dell’abside.
Il nuovo itinerario di visita del Complesso Monumentale si delinea dal fianco destro della chiesa, dalla Cappella degli Eroli, vescovi di Spoleto, dedicata all’Assunta con affreschi di Jacopo Siculo raffiguranti Profeti e scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Il visitatore viene idealmente accolto dalla Madonna Assunta venerata dal vescovo Eroli, in una visita che conduce poi agli affreschi di Filippo Lippi con questa tematica nell’abside, culmen del percorso estetico e religioso.
Oltre alla Cattedrale, inoltre, è anche possibile proseguire il cammino verso il Museo Diocesano e la Basilica di Sant’Eufemia (uno dei più notevoli edifici romanici dell’Umbria) che ospiterà mostre temporanee di arte sacra antica e moderna. Il Museo, situato all’interno del palazzo Arcivescovile, è stato inaugurato alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso con lo scopo di conservare e di valorizzare il patrimonio storico-artistico del territorio dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia. Le opere sono disposte cronologicamente nelle sale di rappresentanza del Palazzo, dette “appartamento del Cardinale”, che presentano affreschi eseguiti a partire dalla seconda metà del Cinquecento. Alcuni capolavori permettono al visitatore di conoscere scuole artistiche locali e forestiere, dal Rinascimento al Barocco, di maestri spoletini, fiorentini, romani, dall’autore della Croce azzurra al Maestro di San Felice di Giano, da Neri di Bicci a Filippino Lippi, da Domenico Beccafumi al Cavalier d’Arpino fino Gian Lorenzo Bernini.
In questa prospettiva, il Complesso Monumentale del Duomo di Spoleto diverrà il luogo principe della spiritualità e dell’offerta culturale della città, al fine di promuovere la bellezza divina e terrena, l’unicità di questo sacro luogo, il racconto della città, attraverso un’esperienza consapevole da parte del visitatore. (Alessio Crisantemi)

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