Il gioco di parole insito nel titolo di questo ciclo di opere, pone alla luce anche una condizione sostanziale del fare arte e fotografia nell’epoca di Internet e del digitale: ovvero la persistente condizione di anonimato che appartiene ad ogni produzione del singolo, e che in arte si trasforma in una sostanziale perdita di paternità dell’opera. Queste immagini sono esemplificazioni di un desiderio collettivo, che Casaluce cattura nelle sue foto e mostra in forge del tutto personali, coscienti però che il gioco non è solitario, ma collettivo, globale.
E’ un mondo infantile, quello di Casaluce Geiger, che gioca con le apparenze, di cui ogni fotografia, paradossalmente nella sua singolarità, è la rappresentazione più fedele.
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