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Addio a Gualtiero Marchesi. Maestro del gusto e voce del panorama culturale italiano

di - 26 Dicembre 2017
Gualtiero Marchesi è scomparso a 87 anni, nella sua casa di Milano, per un arresto cardiaco, in conseguenza di un attacco di bronchite. Fondatore di un nuovo stile culinario in grado di interpretare la tradizione italiana con il gusto internazionale, è stato riconosciuto come maestro non solo da importanti chef, come Carlo Cracco e Lidia Bastianich, ma anche da personaggi della cultura, dello spettacolo e della politica, che lo hanno ricordato sulle bacheche dei social network con commossi messaggi di affetto e di stima, da Enrico Bertolino a Gene Gnocchi, da Giuseppe Sala a Maurizio Martina. Intenso il suo legame con l’arte contemporanea, con piatti ispirati, tra gli altri, alle opere dell’amico Michelangelo Pistoletto, gamberi e tartufi neri su piatto con fondo a specchio, e a quelle di Pollock, con dripping di salsa maionese, tocchetti di carote e piselli. «Il colore nei piatti serve per apprezzare la consistenza delle cose», diceva.
Nacque a Milano nel 1930, da una famiglia di ristoratori originari del pavese, terra dalla quale inizierà anche il suo percorso gastronomico. Nel dopoguerra perfezionò le sue conoscenze in Svizzera, alla scuola alberghiera di Lucerna, e poi a Parigi. Il primo ristorante nel 1977, a Milano, ottenendo, l’anno successivo, il riconoscimento della stella dalla Guida Michelin. Nel 1991 fu insignito del titolo di commendatore dal presidente Francesco Cossiga. Al 2008 risale l’aspra polemica contro il sistema di attribuzione delle stelle da parte della Guida Michelin che l’anno dopo cancellerà il ristorante dalle sue classifiche. Nel 2010, in occasione dei suoi ottant’anni, istituì la Fondazione Gualtiero Marchesi, per favorire la diffusione del bello e del buono in tutte le arti e, nello stesso anno, gli fu dedicata “Storiae d’Italia. Gualtiero Marchesi e la Grande Cucina Italiana”, mostra al Castello Sforzesco che raccontava la storia del gusto attraverso i suoi piatti. «Stava riscrivendo tutte le sue ricette più famose e innovative», ha raccontato il genero Enrico Dandolo, presidente della Fondazione Gualtiero Marchesi.

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