Addio a Magdalena Abakanowicz, riformatrice della scultura
È scomparsa oggi, a 87 anni, Magdalena Abakanowicz. «È morta la notte tra giovedi e venerdì», ha detto l’ufficio stampa del Ministero della Cultura polacco, senza fornire ulteriori dettagli. L’artista nata vicino a Varsavia, nel 1930, con la sua profondità e sensibilità ha contribuito a trasformare l’arte della seconda metà del Novecento, reinterpretando il ruolo e le forme della scultura. Le sue opere, realizzate in corten, bronzo, alluminio e tessuti, affrontavano temi come l’identità, il femminile e le vulnerabilità dell’essere umano nella società contemporanea. Nel 1965 aveva ricevuto la Medaglia D’Oro durante la VII Biennale dell’Arte a San Paolo e nel 1979 aveva rappresentato la Polonia alla Biennale di Venezia. Recentemente aveva esposto anche in Italia, aprendo nel 2009 la stagione espositiva della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, con una mostra curata da Angela Vettese, mentre nel 2015 aveva portato 110 delle sue sculture in juta per una personale a San Giorgio Maggiore, Venezia, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini e con la galleria Beck & Eggeling International Fine Art di Düsseldorf.
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