Start Milano anno secondo. Si tirano le somme della tre giorni milanese dedicata all’arte contemporanea. Se Sabato 23 molti addetti ai lavori hanno preferito rifuggire l’esclusiva quanto deludente cena organizzata dall’associazione – forse per affollare la ben più attraente Fondazione Pomodoro -, in compenso le mostre hanno registrato una discreta affluenza. Venerdì sera il pubblico si è affollato in Zonaventura. Coraggiose Zero, con gli effetti pirotecnici di Jeppe Hein, e Prometeo, con le performances ad episodi di Annibal Lopez. Voti bassi per la canzoncina thailandese di Roberto Cuoghi da De Carlo e per le installazioni di Andrea Dojmi da Klerxx. Da Minini invece non si è capito qual era il punto, ma ci si è promessi di ripassare a Como per esaminare il duetto Daniel Buren/Jan De Cock. Lasciando il quartiere Lambrate, le gallerie che hanno fatto gol sono sicuramente la Pack, con l’ambientazione a sorpresa di Gianni Colosimo, la Galleria Milano e i suoi tre tavoli, installati dall’artista russo Alexander Brodsky, infine Giò Marconi con la videoartista Catherine Sullivan. Buoni voti anche a Suzy Shammah con Spencer Finch, a Monica De Cardenas, con le immagini rubate al Museo di Storia Naturale di Sofia da Flavio Bonetti e ad Enzo Cannaviello, in mostra le atmosfere oniriche di Maja Vukoje, per chi ama la pittura quella vera. Senza dimenticare l’importante collettiva da Francesca Kaufmann e l’accoppiata Sol Le Witt – in occasione del suo ottantesimo compleanno – e Rosemarie Trockel, presso le Case d’Arte. Chi proprio non ce l’ha fatta sono le gallerie da cui forse ci si aspettava di più: Guenzani, con la doppia personale di Stefano Arienti e Lia Rumma, teatro dell’insospettabile conversione al sociale di Vanessa Beecroft. Da dimenticare l’ennesima installazione a forma di nido di rondine di Luigi Presicce, ospitato da Antonio Colombo, e la pittura disegnata di Ozmo e Abbominevole da 1000eventi. Start, accapo! (s. n.)
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Lettura molto superficiale e arbitraria.
se vi sentite in grado di dare giudizi allora approfondite con delle recensioni che siano critiche nel vero senso del termine.
Altrimenti rimangono inutili e gratuite , proprio come il vostro onpaper.
Lettura molto parziale del fenomeno...
forse distorta da una scarsa oggettivit¨¤..
o da un chiaro posizionamento..?
forse...
caro morimura,
ti auguro di restare in italia.
ma comunque stessa fuffa
caro mario, invece a te auguro di essere sempre in California...specie quando la faglia di Sant'Andrea terminerà il proprio cammino
la canzoncina era cinese
devo sentirmi augurare di morire perchè ho espresso un parere (condiviso peraltro) su questa recensione?
oppure sarcasmo perchè ho scritto california con due f?
morimura , di un pò quello che ti pare, offendi e augurami la morte, ma questo articolo è inutile e superficiale tanto che un altro redattore Exibart ha recensito la mostra di Presicce da Colombo.
Per cui , ripeto, queste recensioni-speedy news mi sembrano più che superficiali, quasi gossip, e come ogni buon gossip, inutile e dannoso per chi riceve un giudizio frettoloso e sciocco, positivo o negativo che sia.
se volete recensire abbozzando una critica, allora fatelo con lo spazio giusto per far capire ai vostri utenti di che si tratta.
Non permettetevi di bollare il lavoro di artisti e gallerie in questo modo infantile.
perchè una recensione dichiaratamente schierata non viene firmata?
I redattori che non hanno due grammi di materia grigia per percepire la differenza abissale che separa le recensioni dalle speednews non meritano neppure una risposta. Ma con tutti i sitarelli d'arte che ci sono, dovete per forza bivaccare da queste parti?
...gentile redazione di Exibart,
vorrei semplicemente dire la mia...
Non pubblicate recensioni chiaramente e dichiaramente di parte. Addiritture non firmate (come se non si sapesse chi ha scritto...).
In più, l'articolo è superficiale e anche errato.
Suggerisco una scelta migliore da parte vostra dei collaboratori a cui affidare le recensioni.
Grazie.
buona giornata
Antonio