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Ho già visto la mostra di Lara Favaretto cinque o sei volte senza recarmi al Museo Maxxi di Roma. Esattamente come ho visto l'11 settembre o seguo i fatti della politica nazionale e internazionale. La mostra di Lara Favaretto oltre a riprendere codici modernisti degli anni 60 (il minimalismo viene riscaldato dall'arte povera) potrebbe essere un semplice fotomontaggio. Leggendo un articolo di oggi sull'inserto Lettura del Corriere della Sera, la giornalista prende a pretesto le immagini della mostra, per un articolo generico e generalista sulle persone scomparse. Come per "chi l'ha visto?" famosa trasmissione anni 90, le persone sentono una particolare pruderie e morbosa curiosità per le persone scomparse. Il mistero ci rilassa, e ci congeda dalla nostra realtà quotidiana. Le opere della Favaretto, tutte similari in un gioco tra catafalchi modernisti specchiati e terriccio di riporto, sono dedicate agli scomparsi. Ho visto la documentazione della mostra già decine di volte, e non ho alcun desiderio di recarmi a Roma per vederla dal vivo. Non ho voglia di investire tempo e denaro, per un'operazione del tutto arbitraria e forzata, in cui l'artista e il sistema intorno caricano di significato le opere d'arte. L'artista in questi casi è una comparsa per musei italiani che devono trovare ostinatamente contenuti, possibilmente intriganti e fotogenici. Ecco che l'arte viene sfruttata e l'artista diventa una sorta di burocrate della creatività. Ma a chi importa fare queste riflessioni in italia? A nessuno. In italia la platea dell'arte contemporanea è vuota, mentre gli addetti ai lavori si spalleggiano e si selezionano a vicenda. La finalità è creare contenuti mediocri per pubblicizzare l'istituzione pubblica o l'impresa privata di turno. La qualità non serve e non interessa, mentre il pubblico appare disinteressato e disincentivato a qualsiasi approfondimento. In fondo siamo bombardati di proposte, app, offerte e contenuti. Viviamo la cultura del "mi piace", non possiamo nemmeno dire che " non mi piace". Facciamo anche fatica ad argomentare il "mi piace", anzi farlo potrebbe risultare pesante e didascalico, e convicerci esattamente del contrario.
#arte #cultura #roma #maxxi