Certamente le pose ben note di Guido Guidi, Olivo Barbieri e della poliedrica collezione Marco Antonetto in A Secret About A Secret (tra gli altri in mostra opere di Giovanni Chiaramonte, Diane Arbus, Cindy Sherman) abituano l’occhio ad un livello alto.
Ma se si dovesse stilare una classifica si potrebbe inserire anche la polaroid di Mario per Mario, con Mario Giacometti (nella mostra SAVIGNANO25 al Monte di Pietà); Il sottomarino diesel più grande al mondo di Danila Tkachenko, sopra (Courtesy Galleria del Cembalo); Gente del Sud di Ulisse Bezzi, in home page (nella mostra “Ho avuto per Maestri i miei occhi”, Vecchia Pescheria)
La giornata conclusiva segna anche il momento per i primi resoconti del festival, in un’offerta culturale che alla sua 25esima edizione si ripete trasversale e valida.
Interessante la linea rossa di The Moscow Project di Albert&Verzone che presenta un racconto per ritratti della Russia fotografata a distanza di dieci anni (2001 -2011) immortalando i mutamenti sociali post-sovietici.
Il bianco e nero metropolitano dell’americano Duane Michals con la mostra “Dr. Duanus” a cura di Enrica Viganò, trasporta invece lo spettatore tra i tableaux degli artisti (J. Cornell, Andy Wharol, Duchamp e molti altri), nelle camere private in cui si consumano riflessioni esistenziali che Michals è pronto a cogliere.
Degna di plauso la personale “Escape” di Tkachenko che con il suo fotoreportage Restricted Areas realizzato tra il 2013 e il 2015 tra l’Unione Sovietica, il Kazakistan, la Bulgaria e l’Artico, testimonia il fallimento del perfetto futuro tecnocratico. Basi militari, bunker sotterranei, siti estrattivi compongono il mosaico di taciuti segreti di stato, realizzati durante la Guerra Fredda in segreto e poi abbandonati. Con sguardo analitico il moscovita Tkachenko, restituisce così il futuro distopico di non luoghi inquietanti, pericolosi, mappature geografiche invisibili in un bianco ottico gelido e inumano in un documentario per immagini che piace a BBC, The Guardian, British Journal of Photography. Un giovane veramente talentuoso.
Nel caleidoscopio di testimonianze del SIFEST trovano spazio anche tre interessanti progetti: DER*LAB presentato ieri all’Accademia dei Filopartidi, piattaforma per la mappatura e geolocalizzazione dei luoghi che si collega a distanza al progetto “In Quarta Persona”, di Menichetti ed Errichiello vincitori del premio Marco Pesaresi 2016 e che sarà realizzato l’anno prossimo (la questione meridionale affrontata attraverso un’indagine sul paesaggio) e l’asta benefica “Fotografia per Bene” a cura Marco Onofri/Senape e Spazio Kryptos Milano a favore dei terremotati (Paola Pluchino).