Categorie: Speednews

Alla sede milanese di Carré d’Artistes, la performance di Antonio Syxty fa a pezzi l’idea del corpo

di - 21 Maggio 2017
Carré d’Artistes ha presentato le opere di Antonio Syxty, un eclettico artista e performer, tra il dadaismo e l’anarchia, co-direttore artistico del Teatro Litta, regista teatrale e cinematografico, in grado di utilizzare anche molti altri mezzi espressivi. In questo caso, Syxty ha proposto la performance All the time in the world.
Descrivere queste azioni è un compito difficile, si rischia di banalizzarle, renderle grottesche, peggio ancora se ci si azzarda a volerne dare una spiegazione. Insomma, alla performance si assiste, lasciando che ciò di cui siamo stati spettatori lavori al nostro interno, se ha qualcosa da comunicarci.
Qualche accenno agli elementi della performance però è doveroso. Una ragazza avvenente, con addosso solo gli indumenti intimi e mascherata, è seduta in vetrina. Ha sottili fasce di garza di colori diversi legate attorno alle braccia, ai fianchi, alle gambe, alle mani e, lentamente, se ne libera, lasciandole scivolare a terra. A ogni fascia caduta, l’artista applica sulla vetrina del negozio una striscia dello stesso colore e lunghezza, sulla quale scrive un’idea, un pensiero, su vari temi, sul corpo come fisicità, sentimento, eccitazione o su concetti artistici (la risata “sgangherata” di Man Ray) e su sollecitazioni creative diverse. La vetrina alla fine è piena di frammenti che si intersecano e si incrociano in modo apparentemente imprevedibile, lasciando un segno che lo stesso artista riporta poi su un altro grande foglio, come fossero grafi di un emozione costruita in divenire, cicatrici di pensieri coagulati e rappresi. Abbiamo rivolto alcune domande ad Antonio Syxty.
A cosa si ispira la sua visione artistica?
«Io parto da una serie di stimoli che vanno dalla body art all’arte antropometrica, passando per i lavori di Marcel Duchamp e le performances di Chris Burden».
Nel finale della performance a cui abbiamo assistito, lei, uscita la ragazza, si siede al suo posto e indossa un cappello e una barba bianca posticcia. Che senso dà a questa operazione?
«Anche in questo caso, suggerisco un’idea, quella della saggezza. Un’idea fittizia e labile perché la saggezza non esiste. La realtà è un insieme di frammenti, difficili o impossibili da ricostruire, anche la nostra idea del corpo, come quello femminile, è un’aggregazione indeterminata di frammenti diversi che richiede un lavoro di scomposizione e ricomposizione infinita».
Nelle sue opere in mostra in Galleria vediamo spesso dei segni di croce. Simboleggiano qualcosa?
«No, assolutamente. Non è un richiamo religioso. Si tratta più che altro di incroci, di incontri, di casualità. La vita è fatta di questi incroci». (Ugo Perugini)

Articoli recenti

  • Attualità

Presto si potrà visitare la casa londinese di David Bowie

A Londra si guarda all’infanzia di un’icona globale: la casa di David Bowie a Bromley, nel sud di Londra, sarà…

13 Gennaio 2026 18:18
  • Mercato

All’asta una collezione di whiskey americano da oltre $ 1 milione

360 bottiglie provenienti dallo stesso proprietario e pronte a passare di mano con una vendita live, da Sotheby's New York.…

13 Gennaio 2026 17:13
  • Film e serie tv

La Grazia di Paolo Sorrentino non è un film politico

Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…

13 Gennaio 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Rumi Art Space, sul lago di Como l’arte contemporanea diventa mistero

A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…

13 Gennaio 2026 13:54
  • Progetti e iniziative

A Catanzaro, un progetto porta la fiaba nell’epoca contemporanea

Al Complesso di San Giovanni di Catanzaro, un progetto espositivo che mette in dialogo i linguaggi dell’arte contemporanea con l’immaginario…

13 Gennaio 2026 12:58
  • Libri ed editoria

Nell’Atlante di Nicolas Martino, tra estetica e politica c’è una linea continua

Nel suo ultimo volume, edito da Gli Ori, Nicolas Martino traccia un atlante dell’epoca contemporanea, dal Sessantotto alla Pandemia, rileggendo…

13 Gennaio 2026 11:51