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Ancora un lutto per l’arte, morto negli Usa Salvatore Scarpitta

di - 11 Aprile 2007

A pochi giorni dalla morte di Sol LeWitt, ancora dagli Usa giunge la notizia della scomparsa di un altro grande protagonista dell’arte del Novecento, Salvatore Scarpitta. Artista americano come LeWitt, ma come lui – e anzi ancor più di lui – legato alle vicende dell’arte italiana del dopoguerra. Nato a New York nel 1919 da padre italiano, uno scultore arrivato negli Usa agli inizi del Novecento, dal 1936 al 1958 ha infatti vissuto a Roma, dove si è diplomato all’Accademia di Belle Arti. È Leo Castelli, incontrato in Italia, a invitarlo a esporre nella sua galleria di New York, e per questo Scarpitta ritorna negli Stati Uniti, dove nel 1959 espone le sue tele realizzate con bende e fasce di tessuto, che saranno fra le sue opere più note. Agli inizi degli anni Sessanta costruisce due auto da corsa – ache queste presto divenute una sua cifra stilistica – che espone ancora alla Leo Castelli Gallery. Il gallerista di origini triestine diverrà il suo protettore, organizzando fino al 1992 una diecina di sue mostre personali. Negli Stati Uniti frequenta i maggiori artisti del tempo, da Mark Rothko a David Smith, Willem de Kooning, Conrad Marca-Relli, oltre a critici come Harold Rosenberg. Ma una larga parte della sua attività ha come palcoscenico l’Italia, dove Scarpitta frequenta gli artisti più innovatori ed aperti al panorama internazionale, da Alberto Burri a Piero Dorazio, Fontana, Turcato, Consagra. Espone a più riprese alla Galleria La Tartaruga, ed è presente con sale personali alla Biennale di Venezia del 1972 e del 1993. Amico di Luciano Pistoi, nel 1992 una sua mostra è allestita al Castello di Volpaia, a Radda in Chianti. Una sua personale si è tenuta nei mesi scorsi allo Spazio Mazzotta di Milano, mentre a Pescara è attualmente in corso la mostra L’Arte e La Tartaruga: omaggio a Plinio De Martiis, dove Scarpitta è uno dei protagonisti. “Con Salvatore Scarpitta se ne va uno degli interpreti maggiori dell’arte contemporanea non soltanto italiana ma internazionale”, ha commentato la triste notizia il ministro Francesco Rutelli. “Partendo dalla pittura, ha scardinato le consuetudini figurative formali con un’iniezione di formidabile energia, raggiungendo forme espressive legate alla vita di ogni giorno. Celebri resteranno le sue automobili da corsa, gli sci, le slitte riprodotte come monumenti alla quotidianità dell’uomo contemporaneo”.

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Salvatore Scarpitta / Salvatore Cuschera – Milano, Spazio Mazzotta

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