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A onor del vero in effetti il Canada, alle scorse edizioni della Biennale d’Architettura, si è sempre difeso egregiamente, con progetti che molto spesso avevano più a che fare con le arti visive che non nel caso della vera Biennale d’arte.
E anche quest’anno pare, a giudicare dalle foto e dall’anteprima del progetto del Padiglione, rilasciati al sito Designboom.com, che la tradizione non verrà tradita.
Tutto è nato dagli architetti di base a Winnipeg, in collaborazione con l’Università di Manitoba, che hanno creato un nuovo gruppo, “Migrating landscapes organizer” (MLO), che curerà l’assetto del Padiglione alla prossima 13esima Biennale, che apre tra meno di un mese.
Il tema scelto è proprio questo: il paesaggio migrante, ovvero il mettere in evidenza le problematiche che circondano un mondo globalizzato e la conseguente sedimentazione di persone e culture di diverse provenienze, analizzando il comportamento umano e i suoi atteggiamenti, nonché la progettazione contemporanea dell’architettura attraverso i confini sociali, politici e culturali.
Ma, come si poteva quasi immaginare, i canadesi non hanno nominato nessuno, ma hanno lanciato un concorso nazionale sul tema, raccogliendo progetti realizzati da studenti come da professionisti, scegliendo quelli più vicini a un’idea di sostegno della diversità culturale, in linea con il tema del “Terreno comune” lanciato da David Chipperfield.
Nel comunicato diffuso si legge: «Le persone si spostano in tutto il mondo, e la questione dell’im/migrazione è più importante che mai. A dispetto però di una maggiore mobilità dell’umanità, molti Paesi stanno diventando sempre meno aperti a nuovi im/imigranti, ma il Canada rimane una notevole eccezione. MLO pone domande circa l’architettura contemporanea come praticata cross-culturale e come possibile negoziato dei confini politici e sociali».
Nel Padiglione i progetti in mostra saranno 18, composti da collettivi di architetti e designer emergenti provenienti da tutto lo stato, tutti sotto 45 anni di età. Il concorso, partito nel 2011, aveva chiesto ai progettisti di creare, seguendo la propria esperienza e con modelli in scala, abitazioni che fossero una risposta in fatto di im/migrazione. Le opere sono state selezionate da giurie territoriali nel Paese, attraverso 7 mostre. I vincitori regionali sono stati poi esposti alla mostra nazionale a Winnipeg, nella primavera del 2012, dove le squadre vincenti sono state selezionate da una giuria nazionale composta da architetti, urbanisti e critici. Per mandare a Venezia un progetto che rappresentasse davvero l’idea di nazione-immigrazione canadese.













