Dalla metà del XV secolo le tavolette, ormai divenute preziosi oggetti d’arte, invece di essere impiegate a protezione dei registri, furono conservate appese alle pareti dell’ufficio.
Ci sono biccherne dipinte da Ambrogio Lorenzetti, da Sano di Pietro, Francesco di Giorgio, Ventura Salimbeni. Inizialmente illustrate con stemmi o semplici decorazioni, furono poi dipinte con scene della vita religiosa e civile della città. Sono un’immagine viva della storia di Siena, testimonianza dello stretto rapporto che da sempre lega amministrazione cittadina e sviluppo delle arti.
Svolgono inoltre un ruolo fondamentale di documentazione per la pittura senese. I magistrati che commissionavano la decorazione della Biccherna registravano scrupolosamente i pagamenti effettuati ai pittori; in tal modo è stato possibile associare alle Biccherne il nome dell’autore. Dal confronto stilistico tra tavolette di Biccherna e opere di maggiore respiro, Luciano Bellosi ed altri studiosi sono stati capaci di ricondurre ad un autore preciso opere importanti della pittura senese, rimaste per molti secoli prive dell’autore, spesso identificato con il nome convenzionale ‘Maestro di…’.
In occasione della settimana della cultura (24-30 maggio) il 25 Maggio si è inaugurato a Siena un museo destinato ad ospitare permanentemente una collezione di 105 tavolette, realizzate tra il 1257 e l’inizio del XVIII secolo.
Il museo è ospitato all’interno dell’Archivio di Stato che sin dalla sua istituzione (novembre 1858) risiede in Palazzo Piccolomini costruito nel 1469 in forme rinascimentali.
In aggiunta alla esposizione delle tavolette di Biccherna il museo presenta una parte della preziosa collezione documentaria (codici miniati, pergamene, manoscritti e raffinati documenti) dell’Archivio di Stato della città toscana. L’esposizione è attraente ed originale, articolata su due diverse linee tematiche. Una prima parte ha come filo conduttore la storia di Siena, dal 736 fino al XIX secolo. La storia gloriosa del comune, testimonianze relative ai due Santi senesi Caterina e Bernardino e l’immancabile Palio, cuore pulsante di Siena, strettamente legato alla vita culturale della città e alla quotidianità dei senesi. L’altro tema è curioso e insolito per la città di Siena, storica avversaria della vicina Firenze: Dante. Sono esposti documenti che si riferiscono a personaggi presenti nella Commedia o le cui vite intrecciarono in qualche modo quella del grande poeta. Tra questi il testamento di Giovanni Boccaccio.
Il museo sarà aperto tutti i giorni dal lunedì al sabato con ingresso gratuito e tre fasce orarie programmate: alle 8.30, 10.30 e 11.30.
Il 29 maggio a conclusione della settimana della cultura è prevista una visita guidata gratuita con due appuntamenti alle 9.30 e alle 11.00. (antonella bicci)
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