Arriva dal Cipe -Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica- una notizia esemplare: sono in arrivo, per il fondo artistico della penisola, 76 milioni di euro.
Fondi che andranno a coprire una serie di istituzioni italiane, per buona parte ubicate nel Mezzogiorno. 18 milioni andranno per il Palazzo Reale di Napoli, 7 milioni per la Reggia di Capodimonte e 2 per il polo museale di Palermo; 4 milioni e mezzo per il museo di Melfi-Venosa, un milione e mezzo per Sassari e il suo nuovo polo culturale e, sempre in Sardegna, andranno altri 2 milioni e mezzo a Cagliari.
In realtà, però, il finanziamento più cospicuo pare andrà a Milano, per la realizzazione (annunciata da anni) della Grande Brera. Qui la somma entrante sarà di 23 milioni di euro. Al nord anche altri 7 milioni per il completamento delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Tornando invece a sud 6 milioni sono destinati al Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria, come aveva annunciato qualche giorno fa Giuseppe Scopelliti, Presidente della Regione. Gli ultimi 6 milioni del gruzzolo andranno a Taranto, per il restauro del museo archeologico.
Ovviamente l’interpellato principale, in tutta questa “beneficienza” è lui, il ministro Ornaghi, che ha dichiarato: «Si tratta di una decisione importante, che sottolinea il ruolo dei beni culturali e della cultura quale fattore essenziale di un diverso modello di sviluppo. È anche un importante passo in avanti, che si aggiunge a quello dell’assegnazione dei fondi dell’Unione Europea destinati agli interventi nel sito archeologico di Pompei. Si delineano in tal modo gli elementi principali del quadro complessivo di rilancio delle nostre eccellenze, un rilancio che è tra gli obiettivi prioritari e sempre più urgenti del ministero».
Insomma, tra restauri e “calci d’inizio” per nuovi, faraonici, progetti, l’attenzione è puntata in particolare sulla situazione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Attenzione dovuta, visto che la più nota attrazione della struttura sono i Bronzi di Riace, attualmente conservati in una teca nell’androne del Consiglio regionale. I lavori, in questa sede, saranno affiancati da un intervento di valorizzazione culturale e territoriale, attuati sulla base degli esiti di un concorso internazionale di idee promosso dalle Amministrazioni regionali competenti (Ministero per la coesione territoriale, per i beni e le attività culturali e per gli affari regionali, turismo e sport).