Sapete quali gallerie italiane partecipano ad Art Basel 42? No? Ve lo diciamo noi!
Alfonso Artiaco (Napoli), Galleria Continua (San Gimignano), Massimo De Carlo (Milano); Galleria dello Scudo (Verona), A arte Invernizzi (Milano), Studio la Città (Verona), Magazzino D’Arte Moderna (Roma); Gió Marconi Gallery (Milano), Galleria Massimo Minini (Brescia), Galleria Franco Noero (Torino), Giorgio Persano (Torino), Galleria Raucci / Santamaria (Napoli), Galleria Christian Stein (Milano), Galleria Tega (Milano), Tucci Russo (Torre Pellice – Torino); Zero… (Milano).
Sono in 20 le gallerie italiane invitate a partecipare alla 42esima edizione di Art Basel, già da un po’ protagoniste assolute del mercato e pronte a conquistare anche il più importante padiglione, l’Unlimited! Le italiane puntano in Fiera su correnti consolidate come l’Arte Povera. Nel settore Art Feature, L‘Art Basel Committee ed esperti del settore ne hanne scelto 4 tra i 20 progetti galleristici internazionali, e sono partiti da 200 caldidatue: G.A.M. Galleria d’Arte Maggiore di Bologna con Giorgio Morandi, Noire Contemporary Art di Torino con Alighiero Boetti, la Galleria S.A.L.E.S. di Roma con Stefano Arienti, Alighiero Boetti, Suzy Shammah di Milano con Rémy Zaugg e Florian Slotawa. I Dettagli: Noire espone una personale delle opere (anche inedite!) di Alighiero Boetti (piccolo memento, il 28 maggio 2011 c’è stato il Boetti Day a Torino, evento no-stop di 12ore a cura di Luca Cerizza, Massimiliano Gioni e Francesco Manacorda), tra cui i video del 1969 come Untitled (Radial Turntable, Zenithal Turntable); ma l’artista riappare anche alla S.A.L.E.S, sempre in Art Feature, con uno speciale progetto tra vecchia e nuova scuola, con l’opera “A come Arienti B come Boetti”, che gioca sulle similarità concettuale tra i due artisti. La Gallery Suzy Shammah di Milano, la 4^ scelta tra le 20 di Art Feature, propone un progetto curatoriale basato sul dialogo tra l’installazione autobiografica del giovane berlinese Rémy Zaugg e le opere dello svizzero Florian Slotawa, venuto a mancare nel 2005.
Una fiera, insomma, che riconferma nomi dell’arte già scritti nella storia, maestri come Vedova, Pistoletto, Anselmo, Accardi, Dadamaino, Calzolari, Afro, ma che si predispone anche al confronto generazionale, per rendere più concreto il concetto evergreen dell’arte, spesso obliato, ovvero l’universalità. Il gallerista Massimo De Carlo dà a Sol LeWitt (Wall Drawing) i 16 mt di parete del suo stand; accanto, una dama in legno di Boetti. Nel padiglione Unlimited, il più ambito della fiera, trova spazio la Galleria Continua di San Gimignano che ha sedi a Parigi e a Pechino. E domina ancora il binomio stranieri-Arte Povera, fra i lavori monumentali di Daniel Buren, il video Sea of Tranquillity di Han Op de Beeck, l’installazione Impenetrable, un cubo di tre metri quadrati in filo spinato della palestinese Mona Hatoum nata a Beirut, ma anche un lavoro su specchi, Two less one (2009) del nostro Michelangelo Pistoletto. Il gallerista bresciano Massimo Minini espone Push-Pull, installazione in resina, cera e pittura bordeaux di Anish Kapoor, in groppa al successo tra Parigi, Milano e Venezia. Anche la galleria di Alfonso Artiaco propone un maestro, Giulio Paolini. Di Carl Andre, Artiaco mostra un pannello in laminato di 13,5 metri. Ancora Arte Povera in Elvira Gonzales con Mario Merz e unConcetto Spaziale (1964) di Lucio Fontana.
[exibart]
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