Art Paris Art Fair ha preso il via sotto la navata del Grand Palais con 145 gallerie di 20 Paesi diversi tra cui, per la prima volta, Marocco, Romania e Turchia. Diretta dal 2012 da Guillaume Piens, questa 17esima edizione vuole essere nel nome della scoperta e dellâesplorazione.
Ospite dâonore di questâanno Singapore e lâAsia del Sud-Est, ma troviamo anche un nutrito numero di giovani gallerie raggruppate nel settore âPromessesâ, la bella editoria dâarte ma anche tanto Art Design. Una fiera che non manca di effervescenza e di qualche tocco di originalitĂ , ma comunque senza eccessi, presentando artisti rinomati dellâarte moderna e contemporanea ma anche nomi nuovi.
I prezzi a loro volta variano da quelli accessibili, per iniziare ad inventarsi una collezione, a quelli piĂš alti. Interessanti le otto gallerie del sud-est asiatico, settore curato da Iola Lenzi, specialista dellâarte di questa parte del mondo, il cui motto è qui âsedurre e sovvertireâ. Tra le gallerie troviamo Intersections di Singapore con opere di Nyein Chan Su con la serie fotografica âSomething of Valueâ: il suo messaggio è ricordare per non tornare indietro, riferendosi alla situazione politica in Birmania, mentre la serie di foto di Phyu Mon ripercorre il quotidiano dello stesso Paese, per una testimonianza sociale e politica che esce fuori dagli standard fotografici a cui siamo abituati. Tra le gallerie italiane Primo Marella di Milano specialista nelle arti dei Paesi emergenti, e superba la bicicletta di Aung Ko della serie Wooden Bicycle Project, ma anche la Boesso art di Bolzano, la Eduardo Secci Contemporary di Firenze, la Progetto arte Elm di Milano, Mimmo Scognamiglio, Luca Tomasi e la romana Spazio Nuovo Contemporary Art con un solo show dellâartista peruviano Aldo Chaparro. Tra i solo show anche quello del minimalista François Calvat presso la Pascal Vanhoecke, dello statunitense Swoon, artista rinomato della street art e specialista dellâincisione su linoleum, presso la galerie L.J.
La lista continua con Niloufar Banisadr presso la galleria parigina 55Bellechasse, fotografa franco-iraniana che segue i sentieri della libertĂ al femminile. Interessante la proposta della galleria Najuma con opere dellâartista francese Alain Jacquet con la serie Camouflages, in cui sovrappone  immagini prelevate, tra lâaltro, dalla storia dellâarte, ad altre di cultura popolare, interrogandosi cosĂŹ sulla percezione visiva. Colpiscono le sculture iperrealiste dellâartista The Kid, la cui caratteristica è il determinismo sociale. Sempre nelle âPromessesâ interessanti i lavori sulla condizione post-fotografica di Lisa Sartorio presso la Galerie BinĂ´me, ma anche la proposta della Bernard Chauveau et le NĂŠant Ăditeur, una galleria di Suresnes, che porta avanti con artisti internazionali un vero scambio e lavoro di maturazione, insomma dallâartista allâopera. Infine un vero tocco di originalitĂ ce lo dĂ la londinese TJ Boulting con lâartista emergente Stephanie Quayle, qui con sculture in argilla di animali come un orango e scimmiette espressive. Infine nel settore Art Design, incantevoli i gioielli di artisti e designer contemporanei, da Blanca Munoz, a Lee Ufan, da Takis a Bernard Venet.
Da non perdere i video di Mounir Fatmi, teamLab e di Dominic Harris & Cinimod Studio proiettati sulla facciata del Grand Palais, fino al 29 marzo, giorno di chiusura della fiera. (Livia de Leoni)