Una relazione complessa e difficile quella tra arte e cucina come ribadito – durante la vivace e golosa conferenza stampa presso Eataly Milano Smeraldo (Piazza XXV Aprile), in occasione della presentazione della mostra “Germinazioni. I diari della terra” di Giuseppe Carta (artista iperrealista nato nel 1950 a Banari, antichissimo borgo in provincia di Sassari) – da un padrino d’eccezione quale Pino Cuttaia, chef pluristellato nato a Licata 43 anni fa, emigrato bambino sul continente dove ha assorbito il meglio trasportandolo sulla sua amata isola in cui ha radicato famiglia e ristorante (dal 2009 due stelle Michelin).
Due isolani dal carattere fiero che hanno entrambi come scopo la ricerca della Bellezza, più facile da trovare nella natura silente dei rispettivi luoghi d’origine in cui il tempo pare procedere più lentamente e nei quali sono tornati per compiere meglio la loro indagine alla scoperta dell’anima delle cose, o meglio di materiali semplici e poveri, ma pregni di vita come frutta e ortaggi sia nel momento del massimo splendore, sia sulla via dell’appassimento: da questi, infatti, ricomincia il ciclo esistenziale e quindi la vita.
Se è vero, come ha affermato Cuttaia, che l’opera d’arte sta a quella culinaria come l’artista all’artigiano, è altrettanto vero che alcuni ‘artigiani’ hanno raggiunto vette di grande rilievo (esempio conosciuto è Luciano Vismara, noto pasticcere del Sant Ambroeus di Milano, che tra l’altro ha frequentato per anni corsi di ceramica) per cui il confine viaggia su un crinale sottile.
La mostra Giuseppe Carta “Germinazioni. I diari della Terra” (a ingresso libero) ospitata fino al 28 settembre 2016 nel vivace e duttile store del cibo italiano di qualità – frutto della creatività di Oscar Farinetti cui si deve riconoscere la vulcanica capacità di avere dato vita diversa al cibo: non più solo strumento di sopravvivenza, ma piacere di acquisire competenze e conoscenze più approfondite e dettagliate su una materia decisamente appassionante per la sua poliedricità – presenta più di quaranta nature morte tra oli su tela (nelle foto) e sculture policrome (in bronzo) che mettono in rilievo la biodiversità del nostro Paese.
Se il noto chef ha celebrato l’artista realizzando la Nuvola di Caprese in occasione della presentazione della mostra, lo si può imitare cimentandosi nella ricetta inserita nel simpatico catalogo (edito da E20 Progetti) insieme a una divertente intervista a Carta realizzata da Cuttaia e con in copertina un peperoncino della serie Capsica Red Light, palpitante e acceso come quello in bronzo policromo di 4.5 metri di altezza sito nello spazio antistante l’ingresso di Eataly: buona gratificazione dell’intelletto e del corpo! (Wanda Castelnuovo)