Dopo aver lasciato alla figlia la Ova, fiorente azienda di famiglia, Giulio Bargellini si è concentrato quasi unicamente su sculture, quadri ed installazioni. Nel 2000 ha infatti aperto il Museo delle Generazioni Italiane del Novecento a Pieve di Cento. Come dire da Modigliani a Prampolini, da Guttuso a Manzù, da Burri a Depero. Tutta la sua collezione in uno spazio espotivo che adesso è già in fase di restauro ed allargamento.
Per trasformare un ex granaio l’imprenditore ha speso qualcosa come 40 miliardi del vecchio cònio, per uno spazio che ‘a regime’ ospiterà anche un’area per le mostre temporanee, uno spazio di vendita, una banca dati dedicata al mondo del collezionismo, una biblioteca, una libreria e gli immancabili bar e ristorante.
Ma l’esborso potrebbe essere condiviso con qualche centinaio di azionisti. Bargellini infatti ha in progetto -come rileva il numero del settimanale rizzoliano Il Mondo uscito il 20 febbraio- di fare del museo di Pieve di Cento il primo spazio espositivo quotato in Borsa.
[exibart]
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