Secondo la visione di Andrea Bruciati la sua ArtVerona deve essere ben più di una fiera mercato, configurandosi come un motore in grado di attivare non solo aspetti economici ma anche e soprattutto il pensiero e la riflessione culturale.
Per questo motivo ArtVerona da quest’anno trascende i limiti temporali dei soli giorni di fiera (14/17 ottobre 2016) e diventa volano per la promozione del sistema dell’arte con una serie diversificata di eventi e proposte, i quali si vanno ad inserire in contesti altri, primi fra tutti gli altri eventi fieristici che Verona Fiere propone nell’arco dell’anno.
Si è tenuto così ieri, 10 aprile, in occasione dell’inaugurazione di Vinitaly, il primo Open Source di ArtVerona: un’iniziativa tesa ad indagare le contaminazioni tra il mondo dell’imprenditoria e della cultura.
L’appuntamento, rivolto ad una rosa di ospiti selezionati (giornalisti, collezionisti e operatori), è stata una speciale conversazione sull’arte per presentare l’Antinori Art Project: il visionario progetto di uno dei nomi storici dell’enologia, la cantina del Marchese Antinori, che già dal XIV secolo porta avanti un’illustre tradizione collezionistica.
La famiglia Antinori concepisce l’unione tra il mondo dell’arte e la ricerca vitivinicola come un naturale circolo virtuoso, tanto da ospitare nella nuova sede della cantina – pregevole progetto dell’architetto Marco Casamonti e di Studio Archea, immerso tra le colline del Chianti Classico – un vero e proprio museo.
Alessia Antinori è la responsabile della virata al contemporaneo della collezione, nonché ideatrice dell’Antinori Art Project, che conduce in collaborazione con Chiara Rusconi, direttrice del progetto e Ilaria Bonacossa, l’attuale curatrice.
Il progetto è teso a promuovere attivamente la ricerca in campo artistico, mantenendo vivo quel legame tra la cantina e la sperimentazione artistico-culturale che fa parte della tradizione famigliare da più di 600 anni ma introducendo un gradiente di contemporaneità unico e difficilmente replicabile.
Ogni anno Alessia Antinori e Chiara Rusconi invitano un giovane artista della scena nazionale ed internazionale a realizzare un progetto site specific per la cantina, che sia innovativo, ma che al tempo stesso tenga ben presenti i valori della famiglia, come il legame con la natura e l’attenzione per una tradizione centenaria.
Quest’anno è toccato a Giorgio Andreotta Calò (presente per l’occasione), il quale ha proposto Clessidra, un’installazione in bronzo che attraverso varie fasi di corrosione parla del tempo e del suo scorrere, matrice di incessanti trasformazioni, proprio come la lavorazione di un buon vino. (Jessica Bianchera)