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Bauhaus, immagini in movimento e cuori di tenebra, per il primo anno delle OGR di Torino

di - 25 Settembre 2018
Restituire innovazione a partire da semplici idee, cooperare con il territorio e appassionare il pubblico con entusiasmo e capacità di sperimentazione, in un’ottica nazionale e internazionale. Sono solo alcuni degli aspetti sui quali si fondano le OGR-Officine Grandi Riparazioni, centro interdisciplinare di oltre 35mila metri quadrati e riqualificato dalla Fondazione CRT, cuore pulsante di una Torino sempre più polo attrattivo se si parla di arte e cultura contemporanea. Era il 30 settembre 2017, quando le OGR aprirono al pubblico sotto la guida del Presidente Fulvio Gianaria, registrando da allora 180mila visitatori.
Che succede a distanza di un anno? Intanto i prossimi appuntamenti sono per il 29 e il 30 settembre, le due giornate di festeggiamenti che prevedono l’ingresso gratuito alle mostre in corso, oltre che concerti, spettacoli, performance e dj-set, per celebrare lo spirito di un luogo consacrato al mondo delle arti performative, interpretato graficamente in maniera efficace dai gemelli-designer Van Orton: «Lo abbiamo immaginato come un viaggio onirico pop, intrecciando elementi geometrici e sinuosi, lasciando un senso di astratto all’intero visual». Il viaggio prosegue con Mike Nelson, per la monografica a cura di Samuele Piazza (1 novembre 2018-3 febbraio 2019) concepita per il grande spazio del Binario 1 delle OGR, la prima volta italiana per l’artista inglese, con un intervento su grande scala in dialogo con l’architettura dell’edificio, la sua storia e il concetto di mobilità. Lo stesso tema animerà gli interventi dei performers Ari Benjamin Meyers e Pablo Bronstein, coinvolti per sei settimane ciascuno (1 marzo-9 giugno) attraverso concerti e oggetti performativi.
Inaugura poco prima, il primo febbraio, la mostra “Cuore di tenebra. Può l’arte prevenire gli errori?”, frutto del sodalizio con il Castello di Rivoli e a cura del Capo Curatore delle Collezioni, Marcella Beccaria. Fanatismi religiosi, terrorismo, guerre e inquinamento tra i temi forti indagati da opere pittoriche, sculture, video e installazioni, con il rimando costante alla prosa viva e potente di Conrad.
Con l’estate arriva un’importante novità, grazie al lavoro svolto da Andrea Bellini, Direttore del Centre d’Art Contemporain Genève, e Andrea Lissoni, Senior Curator per il video della Tate Modern. La Biennale delle Immagini in Movimento si trasferisce infatti da Ginevra a Torino (21 giugno-30 settembre) con un programma di video arte e performance cucito ad hoc sugli spazi delle OGR, con il supporto di Andreas Angelidakis, architetto della Biennale di Berlino 2014 e di Documenta 2017. Il tempo di riprendere fiato fino a ottobre 2019, quando, per il centenario della nascita del Bauhaus, si susseguiranno una serie di mostre sul tema del modernismo in architettura, arte e design, con Monica Bonvicini come artista principale.
Chi non conosce ancora le Officine deve sapere che qui si parla e si ascolta musica ad alti livelli, grazie a una programmazione di concerti che spaziano dal jazz al pop, con incursioni funky e sperimentale: Amadou & Mariam e Bombino per Africa Now, Artissima Sound (1-4 novembre 2018) con 16 progetti monografici a cura di Yann Chateigné Tytelman e Nicola Ricciardi, proposti da altrettante gallerie della fiera. L’impiego e le conseguenze del suono nell’arte contemporanea guadagnano così una sezione a sé, imperdibile. Ancora, Jason Moran e Chick Corea per il grande jazz internazionale, in collaborazione con JazzMi, mentre tra novembre e dicembre torna OGR SoundSystem, piattaforma per sperimentazioni audiovisive. In attesa che Officine Sud venga ultimata (doppio binario dedicato alla ricerca scientifica e industriale), ci sono i progetti di formazione, OGR Public Program e OGR You, per il pubblico più giovane.
Se di scomessa si può parlare, allora è decisamente vinta. (Ilona Barbuti)

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