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Benvenuti nel Saloon della pittura contemporanea. Alla gam di Milano va in scena “Don’t shoot the painter”, in una nuova tappa della collaborazione con UBS

di - 15 Giugno 2015
Continua con una nuova mostra che si apre al pubblico domani la collaborazione tra UBS Collection e Galleria d’Arte Moderna di Milano.
Stavolta, a cura di Francesco Bonami, è “Don’t shoot the painter”, titolo che è un ironico riferimento al “non sparare al pianista” che comprare spesso sui cartelli dei saloon dei western. Il perché di questa indicazione è presto detto: la pittura, linguaggio madre di tutta l’arte visiva, è un po’ come la musica nelle sale del west: ristabilisce l’ordine nei momenti di caos: in questo caso nell’esplosione della creazione contemporanea. Ed ecco, dunque, che sfilano i nostri “pianisti” che portano il nome di Ed Ruscha, Basquiat, Enzo Cucchi, Jhon Armleder, Gilbert & George, Gabriel Orozco, Sugimoto e Michaël Borremans, solo per citarne alcuni tra i novantuno presenti.
Una mostra che mischia il contemporaneo con gli spazi storici del piano terra della villa, con wallpaper creati appositamente che riprendono le sale al piano superiore. Il risultato coraggioso, come ricorda il curatore Francesco Bonami, che ha lavorato in tandem con Emanuela Mazzonis, e di assoluta suggestione.
Paola Zatti, direttrice della GAM, parla di un momento importante nella condivisione di UBS e di una mostra che è un museo nel museo, mentre l’Assessore Filippo Del Corno, sottolinea una partnership che va oltre al contributo finanziario, e arriva alla condivisione di idee.
«L’esplicitare una collezione privata rendendola pubblica non è un dettaglio indifferente, specialmente se il privato permette anche la scoperta dei tesori “pubblici” della collezione della Galleria d’Arte Moderna», ricorda l’Assessore parlando dell’evento che fa parte del programma Expoincittà e di una Milano che sta spingendo forte sull’acceleratore dell’arte contemporanea, in una “crescita reputazionale”.
Fabio Innocenzi, amministratore delegato di UBS Italia, parla invece della vicinanza all’arte come un rapporto che ha giovato negli anni anche all’istituto (che attualmente conta qualcosa come 30mila opere), la cui politica in questo caso è di scouting: «Compriamo le opere direttamente dagli artisti, specialmente quando sono giovani, anche per riuscire a finanziarli nel loro momento di massimo bisogno».
E la mostra? Ci torneremo più approfonditamente ma intanto aspettatevi una quadreria che valorizza lo spazio e aggiunge altro spazio, non solo metaforico, alla pittura contemporanea. Non una presentazione singola, ma una serie di dialoghi fra pittori diversi per generazione e provenienza, tutti retti in un equilibrio di forme e contenuti: «Si capisce come la pittura sia davvero il medium che fa da filo rosso in tutta l’arte di oggi, che nonostante altri linguaggi cerchino di sopprimere, riporta l’armonia della musica», chiude Bonami. Benvenuti al saloon, e occhio ai colpi dell’arte!

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