È nata nel 1985, in uno squat riconvertito a centro per la ricerca sulle immagini, a Ginevra. All’epoca non era facile vedere, e soprattutto “commerciare” in video d’artista. Come avvenivano le selezioni dei partecipanti? Tramite una open call, che ha permesso negli anni non solo di tastare il terreno intorno alla pratica delle immagini in movimento, ma anche di osservare la nascita di nuovi talenti. Poi, dal 2007, la rassegna è passata Centre pour l’Art Contemporain. Di che parliamo? Della Biennale delle Immagini in Movimento, kermesse svizzera dal 2012 sotto la direzione e cura di Andrea Bellini che, stamattina al Cinema Beltrade di Milano ha raccontato e presentato la il progetto insieme alla curatrice Caroline Bourgeois e a Martin Bethenod, Direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana. Perché? Perché si rinnova la collaborazione tra il CAC e la Fondazione Pinault da domani, al Teatrino di Palazzo Grassi, che ospiterà una selezione di sei dei film presentati alla Biennale svizzera nel 2014, alla presenza di tutti i registi.
Un appuntamento imperdibile, insomma, la cui preview milanese (dove è stato riproiettato anche Sèance (nelle foto alcuni still) di Yuri Ancarani, il film prodotto da Sky Arte in occasione della mostra Shit & Die e dedicato alla figura di Carlo Mollino riletto tramite l’incontro tra lo “spirito” dell’architetto con una medium) è stata anche occasione per ripercorrere le modalità di una rassegna unica nel suo genere, che esclude il “tema” per focalizzarsi su una produzione (l’anno scorso i film realizzati sono stati 22) che non è solo elargizione di denaro ma anche post-produzione, introduzione delle opere nel panorama internazionale, la promozione di un lavoro di ricerca che – negli ultimi mesi – ha girato anche i festival di Shanghai o dell’Australia, con film finiti in mostre come la Triennale del New Museum (vedi il caso di Ed Atkins).
E in attesa dell’edizione 2016, che Bellini anticipa avrà un 90 per cento di partecipazioni femminili, oltre al nuovo film di Ancarani, ecco i titoli che da domani vedrete in scena in laguna: Frammento 53, di Carlo Gabriele Tribbioli & Federico Lodoli; Il Capo, di Ancarani; Fish Plane, Heart Clock, di Arvo Leo; Fort Buchanan, di Benjamin Crotty; La Disparition des Aïtus, di Pauline Julier; Nuvem, di Basil Da Cunha.
Tutto, e non è da sottovalutare, completamente free. Che dite, non vale la pena perdersi un po’ nelle pellicole visionarie, critiche, sociali e bizzarre dell’arte?