Appuntamento dal 28 maggio (data di apertura al pubblico), per la 16esima Biennale di Architettura di Venezia.
Ed ecco il nome del nuovo direttore: Alejandro Aravena.
Cileno, classe 1967, è fondatore dell’omonimo studio di architetti. Nel 1991, ancora studente, ha partecipato al Premio Venezia della quinta Biennale di Architettura e a Venezia ha studiato anche allo IUAV e all’Accademia di Belle Arti, oltre a vincere il Leone d’Argento, proprio in Biennale, nel 2008. Professore ad Harward, autore di numerosi saggi, dal 2009 è anche membro della Giuria del Pritzker Prize.
«Ci sono numerose battaglie che devono ancora essere vinte e molte frontiere che devono necessariamente espandersi per migliorare la qualità dell’ambiente edificato e, di conseguenza, per migliorare la qualità della vita delle persone. Questo è quello che vorremmo la gente venisse a vedere alla 15esima Mostra Internazionale di Architettura: storie di successo che meritano di essere raccontate, casi esemplari che vale la pena condividere e in cui l’architettura ha fatto, sta facendo e dove farà la differenza in queste battaglie e per queste frontiere», ha dichiarato il neo direttore, in occasione della nomina.
Una mostra che, insomma, si prevede indagare il lato smart e acuto del progetto, quella dimensione che permette uno spostamento dallo status quo. Vorremmo presentare degli esempi che, nonostante le difficoltà, invece di rassegnazione e amarezza, propongano di agire. Vorremmo dimostrare che in un dibattito costante centrato sulle qualità di un ambiente edificabile, risiede non solo la necessità ma anche l’occasione per l’azione.
Il Presidente, Paolo Baratta, ha invece replicato parlando di una biennale che «vedrà l’architettura impegnata a dare precise risposte a precise domande». E che ancora una volta reagisca allo scollamento tra architettura e società civile. Ne vedremo delle belle? Intanto buon lavoro, anzi, buona progettazione!