Quantomeno per il titolo – Dinamiche della cultura urbana – si inserisce bene nella voga sociologica che continua ad accomunare molte delle biennali “occidentali” (si vedano i programmi della prossima di Siviglia). Si presenta in realtà con un programma di tutto rispetto la nona edizione della Biennale dell’Avana, che prende il via sull’isola caraibica il 27 marzo, coinvolgendo molte sedi nella capitale, dal Centro Wilfredo Lam alla Fortezza di San Carlos de la Cabaña. 52 paesi invitati, 11 progetti espositivi, con personali di grandi nomi internazionali, fra cui Lucy Orta, Anne e Patrick Poirier, Antoni Miralda, Shirin Neshat (il ciclo Zarin), Spencer Tunick, Michael Weseley, e degli architetti Carlos Saura e Jean Nouvel. Italia presente con Daniele Galliano e Claudio Parmiggiani, che avrà una personale al Museo Nacional de Bellas Artes, dove creerà anche un’opera site specific dal titolo In silenzio a voce alta.
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Bravo Galliano. Finalmente qualche riconoscimento pubblico!