Al via oggi anche la prima edizione della Biennale di Kiev, come abbiamo annunciato negli scorsi giorni con il primo piano “Il corpo contemporaneo dell’Ucraina”.
Tra i progetti speciali, all’Arsenal Mystetskyi, anche “Double Game: Dialogue and Confrontation” a cura di Aleksandr Soloviov, Vice Direttore Generale del Mystetskyi Arsenal e, per la parte dedicata agli artisti polacchi, Fabio Cavallucci. L’ex direttore della Galleria Civica di Trento e curatore della Biennale di Carrara nel 2010, è infatti attualmente il direttore del Zamek Ujazdowski Centre for Contemporary Art di Varsavia. Soloviov è stato invece, dal 2004 al 2010, il curatore del Pinchuk Art Centre.
“Double Game” è l’incontro tra 38 artisti, tra cui 13 polacchi e 25 ucraini, che occupano lo spazio di 4mila mq del secondo piano dell’Arsenal Mystetskyi. La maggior parte delle opere sono state realizzate appositamente per la prima edizione di questa nuova Biennale: 34 opere sulle 50 presentate, comprese 10 performance, sono infatti completamente inedite. Alexander Soloviov ha dichiarato: «Il progetto speciale, già ampiamente espresso, manterrà comunque una parte inedita che si svelerà via via. Sarà poco prevedibile, anche perché la maggior parte degli artisti sono molto giovani, e perché la maggior parte dei lavori saranno creati all’interno delle mura dell’Arsenal Mystetskyi». Una mostra “in progress” per raffrontare anche l’arte contemporanea in un dialogo tra i due Paesi. A dare corpo all’iniziativa saranno, tra le altre, le opere di Pavel Althamer, Bogna Burska, Franciszek Orlowski per quanto riguarda la Polonia e Anatoliy Belov, Ilya Chichkan, Anna Naduda e Oleksiy Saj, per il territorio Ucraino.
Un progetto nato per l’incontro tra artisti, curatori e critici di entrambi i Paesi, per creare un tavolo di incontro e discussione e tracciare zone di identità, diversità e somiglianza. Un approccio anche sociale, visto che Polonia e Ucraina nonostante una frontiera comune e la condivisione parziale dello stesso territorio, mancano ancora della conoscenza reciproca delle proprie culture. “Il progetto potrebbe essere considerato come un test speciale per la situazione culturale locale nel contesto del mondo globalizzato, che può plasmare il miglior formato per una biennale internazionale” si legge nella mission di “Double Game”, che prende proprio alla lettera il termine di “gioco” come modalità per risolvere il conflitto dell’arte, insito all’interno di qualsiasi fenomeno creativo, e che allo stesso tempo può suonare, in base alla nostra contemporaneità, come “un accordo bilaterale nazionale, sociale e politico in grado di mediare le relazioni individuali e collettive, viste attraverso il prisma dell’arte”.
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siamo stati ieri alla biennale di Kiev ancora molti padiglioni sono in costruzione, molti stand con performance vuoti. e l'unica persona che sappia un minimo di inglese (all'italiano non ci pensavo nemmeno) è un cameriere del ristorante. i menù sono solo in ucraino, i bagni del bar interno sono senza porte, mi sembrano ancora un po acerbi, diciamo così per l'europa.