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Blu ed Erica il Cane. I due graffitisti di Bologna sbarcano in Nicaragua

di - 7 Dicembre 2005


Anche in Italia abbiamo i nostri Haring e Basquiat, street artist “prestati” (qualcuno dice “venduti”) al sistema dell’arte ufficiale. Dopo aver a lungo praticato l’anonimato e l’attività di riappropriazione degli spazi pubblici, specie nell’area bolognese, oggi Blu ed Erica il Cane, da qualche tempo uniti in un sodalizio creativo particolarmente fecondo, sembrano destinati a passare dalla clandestinità all’ufficialità, dalla frequentazione dei centri sociali a quella dei salotti chic del rutilante mondo dell’arte. Mostre, pubblicazioni monografiche a quattro mani, collaborazioni con riviste specializzate, gallerie che ci stanno facendo più d’un pensierino. L’ultima uscita, la ricorderete, addirittura nella collettiva superfighetta Untitled all’ex Faema di Milano, Zonaventura.
Per i più è stata una scoperta, con quel loro muro di fondo “impacchettato” a proteggerlo dal vandalo gesto. Per noi di Exibart, che Blu lo segnalammo già nel 2001 (con un ampio articolo addirittura di Alfredo Sigolo) e dunque in tempi non sospetti, solo la conferma del nostro occhio lungo. Ma per la serie “noi preferiamo ricordarli così”, ci va di cogliere l’occasione di una recente partecipazione dei due ad un festival internazionale di artisti strada in Nicaragua, per mostrarne un lavoro che oltre ad essere bello, ha anche un particolare significato sociale e storico.
Il festival “Murales de octubre” infatti è un progetto di arte pubblica, curato da Alicia Zamora e Stefeno Questioli, che ha visto la partecipazione di artisti nicaraguensi, italiani, guatemaltechi e costaricensi per ricordare, commemorare e protestare contro la cancellazione, negli anni ’90, dei murales nella Av. Bolìvar, dipinti negli anni ’80 e divenuti simbolo della rivoluzione sandinista.

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[exibart]

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  • Mi chiedo come mai il duo(trio) blu-erica il cane non ci siano rimasti in Nicaragua....!!
    Mi sembra, vivendo a Bologna da anni, che i loro graffiti-illustrazioni si siano persi per strada o sotto qualche pennellata del colore delle facciate dei palazzi bolognesi. L'efficacia dei primi pezzi si è persa per strada ormai da un pezzo, a mio avviso. Come si dice "triti e ritriti", "sempre in mezzo come il prezzemolo" questi giovani devono, credo, prendere coscienza che rinnovarsi non significa rinunciare ad un tratto distintivo ma un superamento e una maturità artistica. Per quanto riguarda il "languorino" che avvertono i galleristi o simili: i writers in questione, nel mondo dell'arte ci stanno già..mostre senza titolo, hype vari, collettive sparse per l'italia...queste cosa sono: UNDERGROUND?

  • Be credo che venduti o meno se non altro sono veramente bravi. anch'io sono anni che noto le produzioni di questo personaggio/i e in alcuni casi tipo l'XM 24 sono rimasta veramente colpita. Se poi arriva per loro qualche occasione commerciale che gli permette di uscire dall'underground e di avere più visibilità, ben venga!Se penso a certe cazzate che la così detta "arte ufficiale" ci propina da anni alla biennale ... La storia purtroppo ci insegna che arte e potere in un modo o nell'altro sono sempre andate sotto braccio.

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