Ben 300 opere tra reperti archeologici, ritratti, incisioni, monete e medaglie, fotografie, ed oggetti legati al mondo dell’acconciatura di varie epoche. É questo il contenuto della mostra Un diavolo per capello. Dalla Sfinge a Warhol che si inaugura a Bologna il 7 aprile presso il Museo Civico Archeologico in concomitanza con Cosmoprof, la maggiore fiera internazionale dedicata ai professionisti della bellezza. L’esposizione vuole essere la prima grande mostra dedicata al tema dell’acconciatura da diversi punti di vista: artistico, antropologico e sociologico. Ogni sezione della mostra affronta il tema dell’acconciatura in un ambito diverso: dall’estetica al potere, dalla divinità alla morte, dall’autorità alla ribellione. Con collegamenti geografici e storici tra le usanze di vari popoli e culture, e approfondimenti sulle similarità grazie al tipo di acconciature che preferivano. A chiudere la mostra c’è poi una sezione dedicata al personaggio di Andy Warhol, o meglio alla sua parrucca. Profondamente insoddisfatto del suo aspetto, ma soprattutto dei suoi capelli, a partire dagli anni Sessanta il celebre artista americano iniziò letteralmente a nascondersi dietro la sua parrucca, diventata protagonista dei suoi autoritratti e delle sue foto. (carolina lio)
[exibart]
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