E’ Savino di Lernia, responsabile della missione archeologica Italo-libica nell’Acacus e nel Messak, a lanciare l’allarme. L’archeologo dichiara che i bombardamenti rischiano di distruggere le vestigia monumentali che si concentrano maggiormente nel Nord del paese, dove si trovano alcuni siti inseriti nella lista dell’Unesco.
“Cio’ che temo di piu’ per il patrimonio archeologico della Libia – dichiara Di Lernia – e’ che venga usato come forma di pressione e di revendicazione. Basti pensare alle statue dei Budda abbattute in Afghanistan dai talebani. Non mi sorprenderebbe se ora, di fronte ad una vasta propaganda contro l’Italia, ci fosse un gesto dissennato contro i siti”.
[exibart]
A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…
All’Abbazia di Valserena, a Parma, una selezione di materiali d’archivio restituisce gli anni formativi del linguaggio di Giorgio Armani attraverso…
Aste, fiere e musei: così Beeple, Tyler Hobbs e Larva Labs raccontano l’evoluzione dei nuovi media nel sistema dell’arte
L'antologica diffusa in tre città umbre restituisce la complessità di Mimmo Paladino come artista errante tra materia e mito. Un…
Pioniera del ritratto e dell’autoritratto, Catharina van Hemessen è stata una delle prime donne pittrici del Cinquecento europeo. Una mostra…
Durante la chiusura di Beaubourg, il Centre Pompidou rivede il suo accordo con il Grand Palais, rinunciando a una parte…