Lungo quei corridoi sono passati Chet Baker, Dino Buzzati e Hidetoshi Nagasawa, in quelle stanze trovò sede l’archivio di Luciano Fabro, Iole De Sanna, indimenticata voce della critica d’arte prematuramente scomparsa, vi profuse tutte le sue energie. È più di un secolo che La Casa de’ Pittori – poi Casa degli Artisti – edificio costruito nel 1909 per volere dei fratelli Bogani e ad uso esclusivo di laboratori artistici, è al centro delle vicende dell’arte, sopravvivendo ai flutti della storia, tra vicissitudini che l’hanno portata a un passo dalla demolizione, quando fu espropriata dal Comune di Milano negli anni ’30 nell’ambito di un piano di riqualificazione del quartiere di Brera. Sorti alterne, dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che però bloccarono anche il prosieguo dei lavori di risistemazione della zona, all’incuria delle amministrazioni cittadine, per le quali il complesso è stato più un problema da nascondere che un’opportunità di cui servirsi.
La situazione sembra essersi sbloccata in questi ultimi mesi, che hanno visto il termine dei lavori di ristrutturazione, rispettosi delle planimetrie originali e seguiti dagli architetti Aldo Fontana e Tanja Bekjarova, finanziati in buona parte da La Ducale, società del Gruppo Tecnocasa che, nel 2018, concluderà il piano di rigenerazione dell’intera zona con una nuova torre di undici piani. Sono state recuperate le ampie cantine con volte a botte, uno spazio che prima era addirittura sconosciuto, sono stati aggiunti gli ascensori di carico e i due piani superiori verranno adibiti a residenze temporanee per gli artisti, mentre il piano terra sarà aperto al pubblico e riservato alle esposizioni. Adesso che tutto sembra essere pronto, manca solo sapere chi si occuperà della gestione ma, ci assicurano, nel giro di pochi giorni il bando verrà pubblicato sul sito del Comune di Milano e su quello del Municipio 1, nel quale la Casa risiede. La concessione avrà la durata di 12 anni e il canone di affitto a base della gara è stabilito in 49.216,50 euro.