Una rinascita lunga quarant’anni. Era infatti dal devastante incendio divampato nel maggio del 1964 che il Duomo di Pozzuoli attendeva di essere restituito alla dignità di gioiello del Rione Terra. A quanto pare adesso, grazie al concorso internazionale bandito nel 2003 dalla Regione Campania, il cammino dei lavori in corso è a buon punto, anche se bisognerà avere ancora un po’ di pazienza: secondo le previsioni, infatti, il cantiere resterà aperto fino al 2008. Nel frattempo, una mostra e un convegno fanno il punto su questo difficile intervento, una complessa operazione di “chirurgia estetica” per sanare le ferite provocate, oltre che dalle fiamme –che però rivelarono importanti preesistenze archeologiche, come i resti del tempio di Augusto inglobati nella struttura dell’edificio cristiano– da incuria, saccheggi e dal bradisismo. Venerdì 5 maggio alle 15 il Rione Terra ospita un incontro su “Fare Architettura in Ambiente Archeologico”, al quale interverranno il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Campania Stefano De Caro, il soprintendente per i Beni architettonici di Napoli e provincia Enrico Guglielmo, il direttore della Scuola Britannica di archeologia di Roma Andrew Wallace-Hadrill, il preside della facoltà di Architettura dell’Università di Napoli “Federico II” Benedetto Gravagnuolo e, per l’Università di Roma “La Sapienza”, il direttore della scuola di specializzazione in Restauro dei monumenti del Giovanni Carbonara e il docente di Composizione architettonica e urbana Franco Purini. Alle 17,30, a Palazzo Migliaresi, taglio del nastro per la mostra di tutti i 12 progetti di restauro presentati alla selezione di tre anni fa, vinta dal gruppo presieduto da Marco Dezzi Bardeschi. Ad illustrarli l’amministratore dell’Azienda autonoma di cura soggiorno e turismo di Pozzuoli Franco Mancusi, il commissario straordinario del Comune di Pozzuoli Vincenzo Madonna, il presidente dell’Ordine degli architetti di Napoli Paolo Pisciotta, il vescovo puteolano Gennaro Pascarella e l’assessore regionale al Turismo e Beni Culturali Marco di Lello. L’esposizione resterà aperta fino al 4 giugno e sarà visitabile gratuitamente nei week end dalle 9 alle 18. (anita pepe)
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