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Casting the Castle. In Umbria, una fortezza medievale si anima con l’arte contemporanea

di - 1 Luglio 2019
Sabato, 22 giugno, in occasione di Casting the Castle II, gli spazi della fortezza medievale della Civitella Ranieri Foundation a Umbertide – consolidata realtà, impegnata da venticinque anni nella promozione della cultura attraverso un programma di residenza riservato a scrittori, compositori, artisti visivi e ricercatori – sono tornati a essere palcoscenico ideale dell’arte contemporanea. Le aree del castello coinvolte si rivelano al pubblico, in questo confronto, svelando suggestioni inaspettate e invitandolo a interagire.
L’evento, a cura di Saverio Verini e, quest’anno, alla seconda edizione, prevede una mostra di collages di Mark Strand, visibile fino al 13 luglio insieme a una serie di performance, tenutesi esclusivamente durante la giornata inaugurale, che hanno avuto luogo in tre diversi ambienti dell’antico edificio, attribuendo, così, ulteriore specificità a ognuna. Si tratta di Cutter, di Christian Chironi, Gold Revolution, di Francesca Grilli, e Untitled, di Cesare Pietroiusti, tutti artisti già residenti in Fondazione, rispettivamente, nel 2012, nel 2017 e nel 1996.
L’esposizione dei collages di Strand racconta uno dei lati meno conosciuti della creatività del grande poeta americano che, cosa poco nota, è stato, durante i suoi studi a Yale, allievo di Josef Albers, sentendo la sua influenza al punto di non abbandonare mai la pratica del collage concepito come testo visivo. Questi, molto personali, sono basati sull’accostamento di colori diversi, come a comporre “paesaggi” alle volte astratti mentre altre dai connotati più riconoscibili, caratterizzati da suggestivi accostamenti cromatici e formali.
Chironi, per questa speciale occasione, ha presentato un’azione maturata proprio durante la sua residenza in Fondazione, in cui prelevando fotografie da libri, per lo più di viaggio e di storia naturale, giunge a impostare una coinvolgente meta-narrazione sospesa fra immagini, la loro proiezione e l’interpretazione dell’artista stesso, il tutto contrassegnato da una marcato procedere analogico.
L’intervento di Grilli, ambientato nella biblioteca che proprio Strand contribuì ad ampliare con la donazione di tremila volumi, invitava i partecipanti a sedere sui tavoli per consultare testi, saggi e poesie inerenti alla tematica della rivoluzione, mentre sopra le loro teste aleggiava un falco, presenza anomala e vivificante, capace di suscitare attrazione e timore al contempo conferendo alla sala un’atmosfera surreale.
La performance di Pietroiusti infonde significato a un gesto tanto semplice quanto autentico, fino a denotarlo di rispondenze catartiche e intime. Predisposta nel buio della cantina interrotto, solo a intervalli, dai bagliori del fuoco mediante cui l’artista, lentamente, bruciava fogli di carta generando, così, piccoli lavori impreziositi dalla caducità del suo gesto di cui rimane traccia nella combustione, era inoltre permesso, ai fruitori, di portarne alcuni via con sé con l’invito a completare l’operazione artistica bruciando definitivamente – in un secondo memento – l’opera.
Anche nella sua seconda edizione, Casting The Castle si conferma una manifestazione in grado di concertare efficacemente, sotto una calibrata commistione di antico e contemporaneo, linguaggi e stimoli diversificati. (Davide Silvioli)
In home: Francesca Grilli, Gold Revolution, 2019, performance. Ph Marco Giugliarelli
In alto: Cesare Pietroiusti, Senza titolo, 2019, performance. Ph Marco Giugliarelli

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