Alle 17.30 di martedì 19 febbraio nella Sala Napoleonica dell’Università degli Studi di Milano, via S. Antonio 10, Gillo Dorfles presenta il volume Il Cézanne degli scrittori dei poeti e dei filosofi. Rossana Bossaglia, Roberto Diodato, Edoardo Esposito e Emilio Tadini ne discutono con i curatori Giovanni Cianci, Elio Franzini e Antonello Negri. Il libro raccoglie gli atti di un seminario interdisciplinare di estetica e anglistica tenutosi presso l’università milanese nell’anno accademico
1998-99. Come nessun altro pittore, Paul Cézanne ha dato da pensare. E ha fatto scrivere. Proprio come Cézanne stesso si poneva, ostinato, dinanzi al suo motif, così la modernità si è posta dinanzi a Cézanne, il ‘classico
moderno’ per eccellenza. E proprio come il motif veniva dal pittore di Aix caparbiamente declinato quale tema inesauribile di infinite variazioni “insistendo, senza requie, a interrogare sua moglie, le sue mele, i suoi bagnanti, la sua montagna”, così la modernità ha interrogato senza posa il suo Cézanne. Delle risposte che ne ha ricevuto tratta questo libro. E delle
domande sollevate all’arte cézanniana da poeti e romanzieri (Rilke, Virginia Woolf, Gertrude Stein, Hemingway, D.H. Lawrence, Yves Bonnefoy), critici e
teorici dell’arte (Meier-Graefe, Worringer, Roger Fry), filosofi (Heidegger, Merleau-Ponty, Maldiney, Lyotard, Deleuze), ma anche da altri pittori che, dopo di lui, hanno consegnato alla scrittura una meditazione sul senso del suo e del loro fare pittura (i simbolisti francesi, i Nabis, gli espressionisti tedeschi, la Nuova Oggettività; e ancora Wyndham Lewis, Ardengo Soffici, Kandinskij, Marc, Klee, Francis Bacon). Classico o gotico, mimetico o astratto, simbolista o realista, Cézanne è il caleidoscopio che restituisce al moderno la propria immagine contraddittoria, trasformandola in un unico, inesausto motif.
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