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Chi ha paura delle case d’asta online? Non Damien Hirst e Jay Jopling, che investono qualche milione di dollari in Paddle8

di - 10 Giugno 2013
Ricordatevi di Paddle8, perché nella storia delle casa d’asta online potrebbe essere il network statunitense a diventare la “regina” degli incanti a tema e sul web. Fondata nel 2011 da Alexander Gilkes, Aditya Julka e Osman Khan, oggi, Paddle8 ha un team di oltre trenta professionisti della tecnologia e dell’arte. Una espansione vertiginosa che in queste ore ha avuto una nuova conferma del suo potenziale, ormai trasformato in potenza, con un finanziamento da parte di 3 big dell’arte mondiale: Damien Hirst, il proprietario di White Cube Jay Jopling e la famiglia Mellow, con Alexander von Furstenberg, Mousse Partners e Founder Collective, che hanno investito qualcosa come 6 milioni di dollari.
Dopo l’inizio come piattaforma di vendita on-line, partnership di importanti fiere come l’Armory Show nel 2012, Paddle8 è diventata esclusivamente dedicata alle aste, in partnership con organizzazioni come la Brooklyn Academy of Music  (BAM).
Khan e Julka hanno dichiarato che il nuovo finanziamento sarà utilizzato anche per gli investimenti tecnologici e gli aggiornamenti, per esempio per iPad, con il suo software su misura, come avere un posto in una sala d’asta. Un’app che permette agli offerenti di competere  in silenzio verso le opere a cui sono interessati, così come poter accedere alle funzioni post-asta per concordare il pagamento e la spedizione. E poi, in realtà, Paddle8 ha annunciato l’apertura di un ufficio a Los Angeles, una filiale a Londra e tre nuovi assunti, tra cui James Salzmann, amministratore delegato di West Coast, Sharon Squires, come specialista per l’arte moderna e contemporanea, e Jason Stein come specialista senior per la progettazione, di base sulla West Coast. Insomma, il futuro si batte online, e se ci credono Hirst e Jopling, forse qualcosa di cui tenere conto c’è.

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