L’arte della provocazione sbarca a Venezia ed è subito scandalo. La rivisitazione della scultura La Pietà di Michelangelo dell’artista fiammingo Jan Fabre è già sulla bocca di tutti. Al volto della Madonna Fabre sostituisce un teschio e al posto del Cristo morto c’è l’artista stesso vestito e in stato di decomposizione come testimoniano gli insetti sul suo corpo, in mano tiene un cervello, simbolo della poetica di Fabre. Alle accuse di blasfemia l’artista risponde che la sua è un’opera/performance che mette in scena i veri sentimenti di una madre che vuole sostituirsi al figlio morto.
Sogno compassionevole (Pietà V), il titolo della rilettura de La Pietà di Michelangelo, fa parte di una mostra Pietas, una delle tante collaterali alla Biennale prossima ad aprire, alla nuova scuola grande di Santa Maria della Misericordia di Venezia. Il ciclo di sculture in marmo, 5 in tutto raffiguranti cervelli, simboli naturali e cristologici, ruotano intorno al tema della compassione e della conciliazione. Un percorso espositivo che assomiglia più ad un rito sacrale: le sculture infatti poggeranno su una grande pedana dorata calpestabile solo con delle apposite pantofole. Scultura dopo scultura il visitatore arriverà alla neo-Pietà di Fabre. A completamento della mostra, 10 nidi collocati su colonne totalmente ricoperti da gusci di scarabei a evocare il tema della metamorfosi.
dal 1° giugno al 16 ottobre 2011
Jan Fabre – Pietas
Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia, Venezia
[exibart]
Il dipinto del 1957 sfiora il record assoluto e guida una serata da $ 433 milioni, tra rilanci serrati, nuovi…
Gli spazi di Habitat 83 a Verona inaugurano un nuovo ciclo espositivo dedicato al collasso ecologico e simbolico, con la…
Alla Mriya Gallery di New York, ha aperto una controversa installazione che raccoglie tutti i file pubblici sul caso Jeffrey…
Dal 21 al 24 maggio, 25 presidi socioculturali aprono le porte alla città con un ricco programma di itinerari, workshop…
È morta a Vienna, nel giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, VALIE EXPORT: figura centrale della performance art, ha trasformato il…
Dopo quasi dieci anni alla guida del MAMbo, Balbi termina l'incarico bolognese passando alla guida della articolata rete museale di…
Visualizza commenti
Non è concepibile un pensiero critico sull'opera di Fabre, che non sia anche, in ogni sua piega narrativa, una riflessione reale sulla morte. In questo non ci vedo nessuna provocazione e scandalo.
Scusino ma dove sta la blasfemia ?
Quella rappresentata non è la Madonna ma la morte e quello non è il Cristo, ma solo l'artista e allora ?
Niente da discutere su Fabre, lo spunto è interessante, ma avrei fatto una cosa diversa dalla Pietà di Michelangelo. E' come se mancasse la metà dell'opera.
Ma quale blasfemia! come dire che in arte non si potrebbe piu ritrarre la Morte! Personalmente sono stanca di queste spicciole e banali etichette. L'opera di Fabre é sempre molto forte, va letta, ed in...silenzio, per meditarci sopra