Si tratta di un vero e proprio “Premio Nobel” in versione giapponese, tutto dedicato alle arti. Parliamo del Praemium Imperiale 2016, i cui vincitori sono stati annunciati – in Italia – poco fa a Roma, all’hotel Westin.
Il più importante riconoscimento esistente del settore, giunto alla ventottesima edizione, offre a ciascuno dei cinque vincitori, nelle rispettive categorie, 15 milioni di yen (circa 134mila euro), un diploma e una medaglia, conferiti dal Principe Hitachi, fratello minore dell’Imperatore del Giappone e Patrono onorario della Japan Art Association.
Le premiazioni, che si terranno a Tokyo il prossimo 18 ottobre, anche quest’anno vanno a veri e proprio “miti” indiscussi, a partire dalla grande Cindy Sherman, artista che di certo non ha particolarmente bisogno di grandi presentazioni, e che è tornata in scena – dopo qualche anno di assenza – con una grandissima personale da Metro Pictures a New York, lo scorso maggio. All’eroina degli Untitled Film Stills, diventata celeberrima alla fine degli anni ’70, va il premio alla pittura.
Altra grandissima artista Annette Messager, francese e compagna di Christian Boltanski, già alla Biennale come rappresentante del suo Paese nel 2005 e una serie di mostre in tutto il mondo, che stavolta vince il premio alla scultura.
Il brasiliano Paulo Mendes da Rocha, invece, sale sul podio per l’architettura e il lettone Gidon Kremer per la musica.
Dulcis in fundo, lui: Martin Scorsese. Da Taxi Driver a Il colore dei soldi, da Gangs of New York a The wolf of Wall Street, impossibile ricordare qui la carriera di uno dei più grandi registi e documentaristi di ogni tempo, che ovviamente si porta a casa il premio per il cinema e il teatro.
Selezionati dal Comitati di selezione della Japan Art Association, tra i cui Consiglieri internazionali figurano anche Lamberto Dini, Klaus-Dieter Lehmann, William H. Luers, Christopher Patten, Jean-Pierre Raffarin, Yasuhiro Nakasone, Jacques Chirac, David Rockefeller, David Rockefeller Jr. e François Pinault, quest’anno la borsa di studio va invece al Five Arts Centre (Malesia), per un compenso di circa 44mila euro a supporto della creatività giovane.
Sopra: Cindy Sherman, Untitled Film Still 21, 1978
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