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Cinematic Visions. A Venezia, una mostra racconta il dialogo tra fotografia e cinema

di - 27 Agosto 2018
Tutti ci ricordiamo di Amélie, della sua espressione attonita, stupefatta e assente, che tuttora ispira generazioni di donne e uomini. Com’è diverso ma altrettato memorabile lo sguardo della Sposa, più affilato della lama e focalizzato sull’obbiettivo di uccidere Bill. Il cinema e la fotografia sono fatti l’uno per l’altra eppure sono diametralmente opposti anche se, in effetti, si tratta di percorsi paralleli. E quale luogo migliore, per parlarne e vederne, di Venezia, durante la 75ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica?
Dall’1 al 16 settembre, presso il Magazzino del Caffè, si terrà “ImageNation Venice: Cinematic Visions”, mostra a cura di Martin Vegas, presentata da DeFactory, in collaborazione con ICI Venice, che vedrà la partecipazione di alcuni tra i nomi più prestigiosi della fotografia cinematografica internazionale, tra cui Andrew Cooper, fotografo di scena per Martin Scorsese e Quentin Tarantino – che ha personalmente seguito la selezione delle immagini in esposizione – e gli italiani Gianni Fiorito e Paolo Ciriello, rispettivamente per la cinematografia di Paolo Sorrentino e Paolo Virzì. Non mancherà uno sguardo anche al cinema francese, con le immagini di Bruno Calvo, fotografo di scena per Il favoloso mondo di Amélie, di Jean-Pierre Jeunet. Tra le foto in esposizione, una sezione dedicata alle star dell’epoca d’oro di Hollywood, dall’archivio Cameraphoto di Carlo Pescatori, e a quelle che vediamo tuttora sul red carpet, immortalate dal fotografo Fabrice Dall’Anese, reporter per il festival di Cannes, il Tribeca Film Festival e Vanity Fair.
Documentazione ma fino a un certo punto, perché si tratta pur sempre di interpretazione e di ricerca, di luci, effetti, composizioni e proporzioni sapientemente miscelati, per una delicata mediazione tra la necessità di cogliere l’immagine rappresentativa del film e l’ambizione di proporre una visione ulteriore e, in ogni caso, iconica. È l’eterna sfida tra dinamismo e immobilità, tra descrizione e sintesi, ma senza andare troppo lontano nella mitologia, perché cinema e fotografia fanno parte del nostro modo di esistere e di pensare e, nel corso di più di un secolo di vita in comune, molte sono state le occasioni di scambio e di contrasto. Tanto che si può parlare di una terza visione, di un linguaggio che prende grammatica e sintassi dall’uno e dall’altro campo, fotografia per il cinema e cinema per la fotografia.
In home: Audrey Tautou portrayed on the Jean-Pierre Jeunet movie Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain – Photo © Bruno Calvo
In alto: Uma Thurman in Kill Bill: Vol. 1 – Photo © Andrew Cooper / Miramax Films

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