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Cinque artisti per la Torre di Moresco. Cosa vedremo nel nuovo programma espositivo di TOMAV

di - 20 Aprile 2019
La nuova stagione espositiva del TOMAV-Torre di Moresco Centro Arti Visive riparte da cinque artisti. Saranno le ricerche e le opere di Maurizio Cesarini, Giovanni Gaggia, Angelo Iodice, Renzo Marasca e Luca Piovaccari ad animare i quattro piani dell’edificio storico, risalente al XII secolo e ubicata nel centro storico del piccolo borgo di Moresco, Comune della provincia di Fermo, nelle Marche, alternandosi da maggio a ottobre 2019, dalla pittura alla performance, passando per la fotografia.
Dal 2010, la caratteristica torre eptagonale, sede del TOMAV, ospita proposte artistiche e culturali, puntando alla valorizzazione del territorio che, pur lontano dai grandi flussi del mercato dell’arte, ha mostrato di poter dialogare fruttuosamente con il contemporaneo. Negli anni, il Centro Arti Visive ideato da Andrea Giusti, direttore artistico del TOMAV, ha accolto artisti provenienti da esperienze eterogenee, tra i quali Tino Stefanoni, Mimmo Rotella, Dadamaino, Ubaldo Bartolini, Eron, Rudy Cremonini. La stagione espositiva 2019 vedrà la collaborazione della curatrice Milena Becci, che seguirà tutta la programmazione, da maggio fino ad ottobre, in un percorso che si sviluppa seguendo l’intera verticalità della torre.
TAW_TOWERARTWEEKEND è il nuovo format che prevede un’unica apertura flash delle mostre e che aprirà e chiuderà la programmazione. A inaugurare l’anno è Luca Piovaccari, l’11 e il 12 maggio, con “Nulla che non sia ovunque”, mentre a chiuderlo sarà Angelo Iodice, con “Del tempo e degli specchi”, il 26 e 27 ottobre. Due generazioni a confronto, con due fotografi che si esprimono attraverso metodologie differenti e spesso contrastanti. Tra questi due estremi, Renzo Marasca, con “Tenere il punto”, dal 22 giugno al 21 luglio, e Giovanni Gaggia, con “Ch’arsi di foco”, dal 28 luglio all’8 settembre. Due artisti marchigiani accomunati anche da una profonda sensibilità poetica, pur attraverso approcci dissimili. La tela di Marasca, che dal 2015 vive e lavora a Lisbona, diviene spazio mentale, registrazione segnica e cromatica che a Moresco vuole relazionarsi con la verticalità della struttura architettonica e con il paesaggio circostante. Anche Gaggia si rapporterà con il territorio limitrofo, attraverso disegni, piccole sculture in ceramica e un arazzo ricamato, con un omaggio a Leopardi di cui quest’anno si festeggiano i duecento anni della stesura dell’Infinito. Il 25 maggio si terrà l’unica performance del 2019, che verrà realizzata all’interno del Teatro di Santa Sofia a Moresco: Le stade du miroir di Maurizio Cesarini. Sin dagli anni ’70 l’artista declina con intelligenza e sensibilità una tematica che attraversa completamente il suo lavoro, dalle prime performance ai video: l’io e il suo doppio.

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