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L’ideatore è il giovane Sebastiano Deva che da Napoli, con un gruppo di creativi del web, ha lanciato il primo step di AppTripper, un’application per mobile che permetterà una nuova navigazione dell’arte contemporanea in diverse città italiane. Non una guida né una modalità di deriva situazionista, ma un’esperienza urbana seguendo il filo di otto diverse emozioni, ognuna delle quali porterà ad un percorso corrisposto da differenti opere.
«È un’idea che porto avanti da un po’ di tempo, e grazie ad un team esperto nel web siamo riusciti a creare una piattaforma unica in Europa, emozionale e che funziona integrandosi sul piano di quello che offre oggi in una smart city, ovvero una città che abbia i suoi servizi integrati sulla tecnologia mobile» ci racconta Deva.
Qual è l’orientamento che abbiamo oggi in funzione dell’arte? Che cosa permette di vedere l’arte nei percorsi di una città? Sono solo un paio di domande sulle quali si è mossa la costruzione di AppTripper, che partirà ufficialmente da Napoli, quando sarà scaricabile su piattaforma Android, Ios e Windows, andando ad integrarsi con il sistema del contemporaneo partenopeo, ricco e profondamente diffuso sul territorio, che va dal MADRE alla metropolitana dell’arte, dalle gallerie del centro a Capodimonte.
Ma c’è un’altra novità: dal prossimo 2 maggio la Triennale di Milano ospiterà il progetto (la città lombarda sarà il secondo luogo ad essere “sviluppato”), in collaborazione con Connecting Cultures all’interno del progetto MIO -Milano e Oltre, e la cittadinanza sarà invitata ad iscriversi al social AppTripper.it e a segnalare quelle che sono le opere d’arte contemporanea e gli spazi che possono rispondere all’elenco delle emozioni proposte. Un’app che, ricorda Deva «sarà costruita proprio a partire dagli utenti, in un processo di Arte Partecipativa che sarà messo anche a disposizione dei turisti, attraverso quattro lingue».
Un “censimento” a cui successivamente farà tappa Torino e la sua municipalità e il GAI, e Venezia.
Ma com’è stato il supporto di musei e istituzioni del contemporaneo? «C’è stato: a Napoli, ad esempio, nella stessa piattaforma si sono riuscite ad inserire molte realtà distanti tra loro, che in qualche modo hanno permesso l’integrazione di un sistema molto complesso».
Un’app che probabilmente avrà anche una forte ricaduta sul pubblico dei musei, e su quelle persone che, non troppo avvezze al contemporaneo, accetteranno di farsi guidare in un’esperienza “al limite”, anche grazie al fascino che esercita oggi la tecnologia mobile.
Lasciarsi guidare, insomma, seguendo il filo delle emozioni, elemento che non può fare che presa sul pubblico e che, nella presentazione di Milano, sarà chiamato insieme a tutti gli artisti che vorranno partecipare a produrre un’immagine come quella che vi mostriamo qui sopra, che associa L.O.V.E. di Maurizio Cattelan con la scritta love: libertà slegata dell’azione, in attesa della mappa meneghina dell’arte “emozionale”, prevista per settembre, e dell’esperienza di una città. Volete iniziare la vostra esplorazione? Cominciate con www.apptripper.it













