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Contemporaneo nel campus. Dal’art economy all’anti-finanza, con BAG-Bocconi Art Gallery

di - 13 Novembre 2017
Compie diciotto anni BAG-Bocconi Art Gallery, l’attesa rassegna d’arte contemporanea arrivata alla settima edizione e ospitata all’interno del prestigioso ateneo votato all’economia e alla finanza, dove si formano i colletti bianchi e, forse, i collezionisti di arte contemporanea di domani. BAG, candidata anche a un premio internazionale che seleziona i migliori progetti delle istituzioni per la promozione dell’arte, è in apertura lunedì, 13 novembre, dalle 16.30 fino alle 20.30, su via Rontgen 1, nel monumentale edificio progettato dallo studio irlandese Grafton Architects.
Sculture, dipinti e installazioni sono allestiti negli ambienti del campus universitario, grandi spazi capaci di esporre una collezione rimarchevole, che vanta oltre cento opere di cinquanta artisti internazionali. Tra le altre, fanno capolino le tele di Mimmo Paladino, la scultura di Antony Gormley, le opere di Emilio Isgrò, Mauro Staccioli, Grazia Varisco, Enrico Castellani e molti altri lavori prestati o donati da artisti, gallerie e collezionisti alla Bocconi. Sono nuove le geometrie astratte di Marco Casentini, artista spezino a cui è dedicata una personale dal titolo “Drive in”, curata da Federico Sardella, già presentata al Museum of Art di Lancaster in California, mostra che passerà anche alla Reggia di Caserta. Qui c’è anche un atteso guru dell’effimero, considerato il fiore all’occhiello di BAG di quest’anno, ovvero Alessandro Mendini, con Raggi gialli, un grande dipinto murale irradiante di energia situato all’ingresso dell’aula magna. Occhio anche al giovanissimo Mattia Agnelli, segnalato dall’Accademia di Brera. La fotografa Maria Mulas, sorella di Ugo Mulas, espone 44 ritratti scattati tra gli anni Settanta e Novanta a personaggi famosi, come Andy Warhol, Christo, Keith Haring, Dario Fo, Alberto Moravia, Jorge Luis Borges e altri già visti in diverse mostre personali a lei dedicate. Incuriosiscono le installazioni soffici del camerunese Pascale Marthine Tayou, i personaggi pop di Fabrizio Dusi, la gigantesca scrittura in acciaio Fallen Capitalism del russo Andrei Moldkin. Sull’onda dei lavori con messaggi anti-finanza, un tema politico per eccellenza, però trattato con profonda leggerezza, Plum-Bum-Coin: l’installazione ambientale nell’atrio della Bocconi, in via Sarfatti 25, comprensiva di 8 opere, di cui 6 banconote visibili recto/verso (Dollaro, Euro, Sterlina, Rublo, Rial indiano, Shekel israeliano) coniate su piombo di quasi 2 metri ciascuna. Affascinano anche 2 ologrammi di media grandezza dal titolo Time is Money e Will Bils, di Dora Tass, artista romana new entry che vive tra Roma e il New Mexico, che nell’uso del piombo evoca la guerra che, come sappiamo, produce ricchezza, fonte di reddito del potere, nonché pilastro del sistema imperialista. Con la citazione delle nuove monete virtuali come i Bitcoin, l’autrice ironizza anche sulla liquefazione dell’economia dalle transizioni facili.
Quest’anno, la fotografia domina il campus bocconiano, con le immagini urbane di Ljubodrag Andric, fotografo di Belgrado che vive a Toronto, e con una mostra di Silvia Lelli e Roberto Masotti, un progetto espositivo firmato MIA Photo Fair, dei noti fotografi d’arte e spettacolo che lavorano insieme. Inoltre, per la prima volta, anche gli studenti sono invitati a partecipare in prima linea al contest fotografico #BAG presentando uno scatto sul tema “Milano sinonimo di città d’arte”. Nell’ambito dell’opening saranno premiate le foto migliori.
Anche il resto del programma è succulento, con visite guidate, talk con autori, premi e mostre collaterali. Da non perdere: l’incontro con Severino Salvemini, presidente di Bocconi Art Gallery, e Maria Mulas, quello con Elio Marchegiani, che dialogherà con Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, e infine Roberto Pietrosanti a confronto con il collezionista Giuseppe Iannaccone.
Qui il programma completo. (Jacqueline Ceresoli)

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