Spesso ci concentriamo troppo sulle opere e poco su tutto ciò che vi è intorno. Con un po’ di attenzione in più, potremmo far caso alla forma di quella mensola, al grado di lucidità di quella bacheca, allo spazio che intercorre tra un pezzo e l’altro. Allestimento suona quasi riduttivo, magari troppo meccanico, invece modo di presentazione già include altre sfumature di significato, pratiche e anche estetiche. Proprio sull’atto critico insito nella disposizione di questi elementi, nel design dei supporti all’esposizione, tutt’altro che di contorno nell’interpretazione di un’opera, si concentra “Utopian Display”, ciclo di incontri ideato da Marco Scotini e Maurizio Bortolotti che, a distanza di otto anni dall’ultima edizione, torna con un nuovo format e tante esperienze da raccontare. La prima edizione si tenne nel 2003 e, fino al 2007, ha ospitato interventi, tra gli altri, di Catherine David, Carlos Basualdo, Roger M. Buergel, WHW, Vasif Kortun, Charles Esche, Hou Hanru, Maria Lind, Raimundas Malašauskas, Jens Hoffmann. La nuova edizione di questa piattaforma di incontro e dialogo, a cura di Scotini e promossa da NABA-Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e FM-Centro per l’Arte Contemporanea, sarà articolata in una giornata, mercoledì, 29 novembre, nella sede del Centro, in via Piranesi. Tra i relatori, moderati da Andris Brinkmanis, Scotini ed Elvira Vannini, artisti provenienti da differenti contesti, dalla Cina alla Turchia, dall’Est Europa al Brasile, accomunati da una ricerca sui temi e le tattiche dei meccanismi espositivi. Dalle 10 alle 18, Can Altay, Céline Condorelli, Josef Dabernig, Liu Ding, Petra Feriancova, Luca Frei, Falke Pisano e Marko Tadić, si confronteranno sul terreno delle politiche delle biennali, dei quartieri museo e dell’esportazione dei brand museali, quali effetti della globalizzazione.