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È difficile immaginare un periodo più critico per la storia politica e sociale italiana, ma è altresì difficile trovare anche un tale fermento che porta tutto, in qualsiasi modo, a discutere, a mettere in scena e a confrontarsi su temi che possano, in qualche modo, illuminare lo stato di crisi. Domani sarà la volta di una collaborazione tra l’Università di Bologna e la Galleria Oredaria di Roma, che sarà partner dell’istituzione nel talks “Costruire nella precarietà”. Un titolo emblematico che sarà discusso da figure eterogenee della cultura e dell’impresa: Massimo Bergami, Dean all’Alma Graduate School dell’ateneo emiliano, Massimo Bottura, chef dell’Osteria Francescana di Modena, Andrea Lipparini, professore di Corporate Strategy a Bologna, il Vice Ministro al Lavoro e alle Politiche Michel Martone e Andrea Pontremoli, amministratore delegato della società Dallara Automobili. Un incontro atipico, che si concluderà nella Grotta della Villa Guastavillani, dove entrerà in scena Oredaria con il kick down dell’installazione di Wilder, artista scozzese nato nel 1967 e rappresentato dalla galleria romana, che eseguirà un esplosivo “collasso” di una sua struttura: attraverso la sola giustapposizione e sovrapposizione di tavolette di legno, che si mantengono stabili in un equilibrio di spinte e controspinte, in una modalità quasi zen (non è un caso che Wilder viva anche in Giappone), l’artista crea architetture formali di immenso impatto, di una fragilità assoluta, che con un piccolo innesco subiscono un autentico ribaltamento della struttura stessa. Un po’ come l’effetto domino, di caduta, a cui stiamo assistendo in questi tempi. E che abbiamo, in qualche modo, bisogno di fermare. Con il progetto, anche labile ma catartico, di una nuova visione che possa integrare la crisi tra le modalità di costruzione. L’appuntamento è alle 18.30 all’Alma Graduate School. www.almaweb.unibo.it














