Roba da Daniele da Volterra in salsa contemporanea, dove l’Islam e l’Occidente tendono ad unirsi o, quanto meno a tentare un dialogo, a volte però senza riuscirci. Un caso particolare, ma non eccessivamente fuori dalla norma quello accaduto in queste ore a Doha, in Qatar, che in collaborazione con il Ministero alla Cultura greco ha aperto la mostra “Olimpia. Mito, culto e giochi”, una panoramica sulla storia delle Olimpiadi, prendendo in carico le 500 opere della mostra itinerante ma, ecco il fattaccio, mettendo il chador a due esemplari “maschili”, di cui uno appartenente al VI secolo A.C. Mentre il secondo copia romana di un atleta greco. Stavolta insomma non sono stati seni o rotondità femminili ma lo chador è stato messo agli uomini. Costas Tzavars, viceministro alla cultura, giunto a Doha per l’opening ha chiesto spiegazioni che non gli sono però state fornite, come riporta anche il Corriere della Sera, e per ovviare all’inghippo, vista la proverbiale resistenza araba nel mostrare le statue nella loro interezza, ha fatto rispedire i reperti ad Atene. Uno smacco bello e buono al lancio di Doha come capitale del turismo internazionale, anche attraverso la cultura, che rischia però anche di mettere in crisi i rapporti del Paese con la Grecia, che si è vista nell’ultimo anno comprare, da parte dello sceicco del Qatar, qualcosa come sei isole nel Mar Jonio, per un valore di 8 miliardi e mezzo di euro ed offrire un altro miliardo alle piccole e medie imprese schiacciate dalla crisi del Peloponneso. Inoltre Doha si è anche fatta avanti per ospitare i prossimi Giochi Olimpici. Ci vorrebbe un nuovo compromesso, ma finche persisteranno Braghettoni e “foglie di fico” forse sarà difficile trovare un’intesa.