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Crolla tutto a Montecitorio. E non si tratta solo di politica, ma di un metro quadrato di affresco nella sala “della Repubblica”

di - 12 Luglio 2012
Lo ha riportato stamane il “Messaggero”. Una vicenda che, anche in questo caso, la dice lunga sullo stato di conservazione dei Beni Culturali in Italia, ma che stavolta non coinvolge un’area archeologica periferica o di vaste dimensioni, come può essere Pompei, ma un edificio che più istituzionale non si può: nella notte, dal Salone “2 giugno 1946”, la stanza dove è stata allora proclamata la Repubblica italiana, si è staccato dal soffitto un metro quadrato dell’affresco di Ignazio Perricci, intitolato “Allegoria di Roma”, dipinto nel 1884.
Una porzione, per fortuna -anche se in questi casi della fortuna ce ne si fa ben poco- quasi senza figure, che ha visto coinvolto solo il decoro di un’ala di angelo e un po’ di cielo. Danni limitati dunque, ma che aprono nuovi interrogativi sulla salute del nostro Stato in generale. La direttrice regionale della regione Lazio per i Beni culturali, Federica Galloni, a pochi minuti da un sopralluogo nella sala, ha dichiarato: «La volta è sospesa a una travatura; non dovrebbe presentare problemi statici o strutturali: è stata oggetto d’un profondo consolidamento a cavallo degli Anni 50 e 60, ma forse vi è stata una contrazione della muratura, dovuta forse anche al gran caldo, a dei problemi quasi fisiologici».
Problemi fisiologici che però, giocando con il titolo dell’affresco del decoratore Perricci, tracciano una perfetta “allegoria” della politica italiana. Oggi sarà montato un ponteggio, e si cercherà di restaurare raccogliendo gli originali calcinacci, più grandi, caduti. C’è un però anche qui: «La Camera cercherà dei fondi, forse al Provveditorato alle opere pubbliche, per il vero e proprio restauro: noi, infatti, non possediamo le risorse necessarie per farlo» afferma di nuovo Galloni. Perché i Beni culturali non hanno più né il personale, né i fondi. Forse però qualche coscienza questo episodio la smuoverà, se non altro per uno “spirito di sopravvivenza”. Non vorrete che qualche politico, in qualche altro Palazzo più “influente”, resti sepolto dai calcinacci di qualche vecchia volta affrescata?

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