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Da Londra alla Barbagia, sei sguardi sul carnevale più misterioso d’Italia, tra arte e cinema

di - 5 Marzo 2019
Maschere dai tratti inquietanti e costumi grotteschi, tradizione e sacralità, all’ombra del massiccio del Gennargentu. Il Carnevale della Barbagia è un rito che affonda le sue radici nell’arcaica cultura agricola e pastorale, legata alla ciclicità delle stagioni e alla prossimità tra quotidianità e mitologia. E, oggi, come si può raccontare questa storia che si perde nella notte dei tempi? Ci hanno pensato Graeme Arnfield, Calum Bowden, Rosie Carr, Callum Hill, Onyeka Igwe e Kristina Pulejkova, i sei artisti selezionati per il progetto FLAMIN Fellowship che, promosso da Film London, quest’anno ha incrociato SOS-Storiescapes Of Sardinia, programma pluriennale sviluppato da Fondazione Sardegna Film Commission, in collaborazione con il Museo MAN di Nuoro.
«Crediamo fortemente alla sfida lanciata. La Sardegna è terra di ricerca e produzione, luogo magico capace di ispirare il lavoro degli artisti. Quando questi incontrano le nostre comunità, scoprono il patrimonio culturale e paesaggistico dell’isola e organicamente acquisiscono lo spirito di libertà e sacralità che è nel nostro DNA. Abbiamo rinnovato la collaborazione con il Museo MAN affiancando in autunno l’artista franco-ivoriano François-Xavier Gbré nel viaggio di ricerca sulla distopica relazione tra natura e modernità nell’isola. Ora, questa residenza induce ben sei nuovi sguardi a sostenere il racconto della tradizione più celebrata e nota, quella del Carnevale di Barbagia, avviando il programma di sperimentazione audiovisiva transmediale al confine fra arti visive e cinema, grazie alla partnership già in corso con la film commission di Londra. Creiamo così occasioni di formazione e produzione per il comparto dell’audiovisivo dell’isola e dopo questa prima fase che vede la presenza in Barbagia di artisti internazionali, seguirà un training di specializzazione in UK per un gruppo di video-artisti residenti in Sardegna», ha affermato Nevina Satta, direttrice della Sardegna Film Commission. «La partnership del MAN con Sardegna Film Commission e Film London, finalizzata a ospitare e supportare a Nuoro la residenza di sei artisti britannici, è l’avvio di un progetto internazionale a lungo termine che rientra nelle intenzioni del MAN per rafforzare il proprio ruolo istituzionale di accompagnamento al lavoro degli artisti. Processi di internazionalizzazione mediante residenzialità e coinvolgimento di artisti, in termini di ricerca e produzione nel territorio regionale, hanno un ruolo crescente nell’attuale attività del MAN e questa partnership è un modello di lavoro esemplare di tale volontà operativa», ha commentato Luigi Fassi, direttore del Museo MAN.
A gennaio, i sei artisti hanno avuto modo di intraprendere un primo contatto con il territorio, in occasione delle celebrazioni per l’avvio del Carnevale, con i Fuochi di Sant’Antonio a Mamoiada, luogo d’elezione dei Mamuthones e degli Issohadores. In questa occasione, gli artisti hanno partecipato a uno speciale location scouting, organizzato dalla Fondazione Sardegna Film Commission, per scoprire riti, territori e comunità, visitando l’ISRE di Nuoro, l’Archivio di Stato e il Museo MAN che, aperto nel 1999, racchiude la produzione artistica della Sardegna dall’inizio del Novecento ai giorni nostri. Questo primo momento è stato seguito da un secondo periodo di residenza, iniziato il 27 febbraio, alla scoperta dei Comuni della Barbagia: Lula, Gavoi, Ovodda, Orotelli, Ottana, Orani e Bosa. Il progetto si concluderà il 16 marzo 2019, con un evento pubblico di condivisione dei risultati.
«Le residenze artistiche sono spesso pensate come attività solitarie, per questo siamo lieti di riunire tutti e sei gli artisti con cui abbiamo lavorato quest’anno per partecipare a questa opportunità unica generosamente offerta dalla Sardegna Film Commission. La residenza darà loro la possibilità di espandere le proprie reti internazionali, confrontarsi con storie e luoghi sconosciuti e crescere professionalmente grazie alle partnership con la Sardegna Film Commission e il Museo MAN. Come il Regno Unito, la Sardegna è una piccola isola in cui le questioni che affliggono oggi l’Europa sono inevitabilmente presenti: questi artisti sono in una posizione perfetta per decostruire questa narrazione, superare le differenze e immaginare nuovi modi per andare avanti», ha dichiarato Maggie Ellis, responsabile della sezione Artists’ Moving Image di Film London.
In alto: Gli artisti assistono ai fuochi di Sant’Antonio a Mamoiada. Ph. Barbara Pau

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