Performativa, musicale e teatrale, la diciassettesima nuit blanche di Parigi investe, lungo quattro costellazioni, istituzioni municipali e museali, metropolitana e tram, parchi e piazze, senza dimenticare diversi altri siti emblematici della capitale francese. Dal centro all’est parigino, la manifestazione prende il via nella serata del 6 ottobre per chiudersi il giorno dopo, anche se alcune installazioni resteranno aperte per diversi giorni.
La Costellation de l’île Saint Louis promette bene, con l’installazione, presso il suggestivo Collège des Bernardins, di Abdelkader Benchamma che, sulla scia dell’astrofisico George Lemaître, ha realizzato in situ un affresco monumentale dalle forme fluide e nere che fanno vibrare un suolo chiaro, percorso in lungo e in largo da un gruppo di bravi trombonisti. L’artista francese restituisce quello che l’astrofisico chiamava, appunto, Écho de la naissance des mondes, titolo di quest’opera che resterà aperta fino al 10 novembre. Poco distante, pittura, scultura e installazione, di Edgar Sarin e Mateo Revillo, che propongono un insieme di ex-voto in argilla realizzati, secondo le indicazioni degli artisti, da oltre trecento persone tra professionisti disparati, a marcare percorsi aleatori e dando all’oggetto una dimensione di sacralità. Mentre il museo Picasso di Parigi, il museo Cognacq-Jay e la biblioteca storica della città di Parigi, accolgono sculture monumentali, “brutte e sexy” di Franz West. Il piazzale del Municipio vede l’installazione Soulévement (Rivolta) di Ugo Schiavi, che rimanda a un’archeologia dell’avvenire attraverso frammenti sparsi di corpi umani e di animali segnati dal tempo e dal caso, a simboleggiare il potere o la libertà, come nel caso della Marianne, con il busto riverso al suolo.
Nei pressi della Bourse du Commerce, che accoglierà presto la Collection Pinault, troviamo l’istallazione-performance di Bertille Bak e tre film di Peter Fischli & David Weiss e Mark Wallinger, nel centro di accoglienza diurna Emmaüs Solidarité. Canzoni d’amore e poesie sufi interpretate dalla cantante siriana Waed Bouhassoun ma anche SUN (~ 8 mn), un tunnel di luce e suono posto a ottanta metri di profondità sotto l’Esplanade des Invalides, sono le proposte di Félicie d’Estienne d’Orves che, su musiche di Franck Vigroux, materializza così la distanza che ci separa dal sole. Sempre lungo la Costellation des Invalides, troviamo Mon super kilomètre una creazione dello Studio Uy077 – Dahan e Pefura.
Presentata per la prima volta quest’anno alla Biennale di Dak’Art, questo chilometro di nastri dorati che collegano l’Esplanade des Invalides agli Champs-Élysées, accoglie artisti diversi. Un po’ di cultura elettronica con l’installazione Physis del Collettivo Scale ma anche la performance musicale di Zad Moultaka al Palais de la Découverte, che propone, tra l’atro, un incredibile cielo stellato, clin d’œil ad un’ipotetica notte di 300mila anni fa. Da vedere anche Wall Paintings di Richard Jackson presso il museo dell’Orangerie.
Se lungo la Costellation de la Villette troviamo la Philharmonie de Paris che accoglie cinque maratone musicali, la Costellation de la Porte Dorée al Palais de l’Immigration presenta l’installazione di Benjamin Loyauté, mentre poco distante troviamo la performance di Eric Minh Cuong Castaing. E queste sono solo alcune tra le tante proposte di questa edizione diretta da Gaël Charbau. (Livia De Leoni)