23 maggio 2013

Dal dragone cinese al Leone svizzero. Al via oggi la prima edizione di Art Basel Hong Kong, con otto italiani e mezzo a fare gli onori di casa

 

di

Art Basel Hong Kong. Daniel Buren. Photo by Kitmin Lee
Metà  Art Basel, metà Hong Kong. Si debutta oggi, per la prima volta, in quella che era la Hong Kong Art Fair, che muta da dragone cinese a leone svizzero. Metà delle gallerie partecipanti provenienti da Asia e Asia-Pacifico, con Hong Kong a fare da “scenografia” e punto di incontro tra Occidente e Oriente. 
Talenti emergenti, Maestri moderni di Asia e Occidente, per la prima Art Basel Hong Kong si promette di toccare qualcosa come dodici decenni di storia dell’arte attraverso quattro sezioni: gallery, Insights, Discoveries ed Encounters. In scena? Qualcosa come 2mila artisti per gallerie che vanno da Acquavella, Marianne Boesky, Leo Castelli, Massimo De Carlo, Gagosian, Hauser & Wirth, Lelong, Victoria Miro, Pace, Thaddeus Ropac, White Cube e Zwirner, solo per seguirne alcune in ordine alfabetico. Gli italiani? Eccoli? Oltre al già citato De Carlo, anche Lia Rumma e Francesca Minini da Milano, che porterà Matthias Bitzer e Becky Beasley; nella stessa sezione “Discoveries” anche Monitor con Adam Avikainen, e S.A.L.E.S. Che porta Avish Khebrehzadeh e Shahryar Nashat, presente anche con Flavio Favelli nella sezione “Encounters”. Manca qualcuno? Lorcan O’Neill, Galleria Continua da San Gimignano, Maggiore da Bologna e l’ormai francese Tornabuoni Art, diretta dall’italianissimo Michele Casamonti. Ultima chiamata per l’art world internazionale, prima della calata su Venezia. Aggiornamenti in corso. 

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