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Dalla pietra nasce un progetto, e non è che l’inizio. Per Matera e i Sassi si va in Bulgaria, attraverso l’Accademia di Belle Arti di Roma

di - 15 Gennaio 2015
Mentre sull’onda della globalizzazione il marmo di Carrara arriva nelle regge degli sceicchi di Dubai, all’Accademia di Roma si pensa al futuro con uno sguardo agli antenati.
Di che si tratta?  È in corso l’ideazione di un percorso di scambio che prevede un gemellaggio artistico tra le due città europee nominate capitali della Cultura Europea 2019 Matera e Plovdiv (Bulgaria), perché  se a Matera ci sono i famosi sassi di tufo a Plovdiv esistono cave di marmo. Materiali plasmabili, duri o porosi, il tufo  e il marmo giocano un ruolo cardine, diventano qui il luogo della Scultura, proprio come Matera tra 4 anni.
Il progetto che sarà organizzato dall’Accademia romana, lo Studio arti visive e AquaWorld di Matera, propone dopo lo stage e la mostra (“Sapere creativo” alla Galleria Angelica) una approfondita messa a conoscenza dei saperi antichi innovati dagli artisti di oggi. Infatti gli artisti sono al centro di tutto  questo perché comunicano la propria interiorità e ciò che si conforma alla propria mente e fantasia. “Dai sassi siete nati / digrezzati dall’informe”.
Nella proposta non si fa che raffigurare il significato di due termini congiunti: sapere e creazione, con lo scopo, in fondo, di comprendere meglio l’ habitat dove  viviamo, utilizzando sia strumentazioni antiche che di avanguardia, per realizzare in maniera artistica un proprio “luogo” ovunque, anche tra le pietre.
La conoscenza dell’Ambiente, la partecipazione attiva, workshop e le istallazioni in parchi della Lucania, i suoi sentieri, boschi e giardini; sono, è vero, una prerogativa della ricerca contemporanea ma non dimentichiamo che il binomio Arte- Natura è cosa antica, e inizia con Vicino Orsini, che nel ‘500 fece scolpire in un bosco su massi di peperino un popolo di Mostri.
E dopo Bomarzo e Matera, sulle tracce di questa riscoperta, la sfida è stata lanciata, e non resta che una risposta.
La speranza? Non attendere un Godot invano ma riuscire a scolpire un futuro per quell’ “Antenato in attesa”. (Anna de Fazio Siciliano)

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