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Daniel González ci invita a costruire la casa dei sogni di tutti, attraverso WhatsApp

di - 18 Dicembre 2018
Tutti hanno una casa dei sogni ma una casa dei sogni di tutti? Che forma potrebbe avere un’architettura realizzata partendo dagli stati d’animo, dai sogni e dalle speranze, espressi da ciascuno di noi? Da questa considerazione prende le mosse #WhatsupArgentina Mi Casa Tu Casa, progetto di Daniel González per il MAR-Museo de Arte Contemporáneo Buenos Aires di Mar del Plata, Argentina, in esposizione dal 3 gennaio 2019.
Prima ancora dei metri quadrati, González affronta la dimensione relazionale che interviene direttamente nella costituzione dell’opera e ci invita a raccontare la casa dei nostri sogni, lasciando un segno, una immagine, un video, un messaggio vocale in qualunque lingua, al numero Whatsapp del museo: +54 2234234654. Questi input, che proverranno da tutto il mondo, saranno raccolti e inclusi nella progettazione dell’opera. Nella sede del museo, invece, è aperta una ricerca di oggetti comuni. Centrotavola, poltrone, cuscini, decorazioni, souvenir, brocche, lenzuola, asciugamano, teli da spiaggia, tappeti, oggetti in ceramica, specchi, cancelleria, sgabelli e tutte le forme e le materie che solitamente costituiscono l’identità di un’abitazione, verranno fisicamente utilizzati per la realizzazione della prima casa dei sogni collettiva mai costruita nelle sale di un museo pubblico. Tutte le persone che contribuiranno sia virtualmente che concretamente alla realizzazione dell’opera, ne diverranno coautori.
González, che oggi vive tra New York e Verona e che abbiamo visto anche a Palermo, in occasione di Manifesta 12, ha lavorato in molte occasioni nell’area di Mar del Plata, «Qui ho digerito informazioni e conoscenza pari allo sviluppo della mia creatività, tramite metodi associativi dove tutto viene mescolato senza categorie», ha spiegato. L’artista, nato a Buenos Aires nel 1963, si è ispirato alla capacità di adattamento dei cittadini argentini che, reagendo in modo spontaneo al soddisfacimento dei bisogni e alle variabili sociali, culturali ed economiche, danno vita a nuove semantiche dei tempi e degli spazi quotidiani.

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