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Dialogo e progettualità, nella capitale della scultura. A Pietrasanta apre Kyro Art Gallery

di - 21 Marzo 2018
Pietrasanta è città d’arte per vocazione. Regina della Versilia, è nota per essere un centro per la lavorazione del marmo e del bronzo d’importanza internazionale, peculiarità che l’ha resa crocevia di artisti provenienti da tutto il mondo e in tutte le epoche, da Michelangelo a Henry Moore, fino a Damien Hirst. Un ruolo di cui rimangono tracce visibili nel tessuto urbano, dove è possibile ammirare interventi monumentali di artisti celebri, tra cui Fernando Botero, Igor Mitoraj, Costantino Nivola, Kan Yasuda, Helidon Xhixha. A giovarsi di questo proficuo dialogo tra la città, i suoi laboratori artigiani e gli artisti, sono state innanzitutto le gallerie che, insediandosi a Pietrasanta, hanno contribuito a definirne l’impronta artistica. Da sabato, 24 marzo, una nuova galleria vivacizzerà la località della lucchesia. Si chiamerà Kyro Art Gallery e a dirigerla ci saranno Antimo Pascale e Luigi Ciurlia. Li abbiamo incontrati per farci raccontare i loro progetti.
La prima domanda è d’obbligo. Com’è maturata in voi la scelta di aprire una galleria?
Luigi Ciurlia: «Credo sia del tutto naturale per chi dopo anni di lavoro in galleria come assistente, dopo aver trascorso tutto il proprio tempo libero visitando mostre e studi d’artisti in tutta Italia, dal Nord al Sud, senta la necessità di condividere con altri le emozioni provate durante la propria ricerca. Oggi c’è ancora chi pensa che il gallerista sia solo un mercante e non qualcuno che produce cultura lavorando insieme agli artisti e costruendo progetti in comune. Ecco, a noi piace proprio questo aspetto legato alla progettualità, oltre al confronto e alla relazione che inevitabilmente si instaura con artisti e collezionisti».
Pietrasanta ha un ruolo importante nella storia dell’arte. Da tempo è crocevia di artisti e luogo privilegiato di produzione. Quali difficoltà e quali potenzialità prospetta ai galleristi?
Antimo Pascale: «Pietrasanta ha una vocazione antica, fonda le sue radici molto lontano, qui Michelangelo soggiornò per scegliere i marmi con cui avrebbe dovuto realizzare la facciata della Basilica di San Lorenzo di Firenze. Oggi è la capitale mondiale della scultura, nota come centro della lavorazione artistica del marmo e del bronzo, ed è oramai da diversi anni un centro molto attivo per l’arte contemporanea. La presenza di numerose fonderie, laboratori di scalpellini, studi di artisti e la vicinanza delle più importanti cave di marmo, crea un ambiente frizzante e dinamico dove le gallerie e i collezionisti possono confrontarsi lontano dalla frenesia delle metropoli. Le difficoltà che oggi un gallerista di Pietrasanta potrebbe incontrare sono le stesse di un gallerista di qualsiasi altra città».
Quali idee muoveranno le vostre scelte? Quali i progetti futuri?
«Kyro Art Gallery intende proporsi come un osservatorio aperto ai linguaggi paralleli, dalla pittura alla scultura, dal video alla fotografia all’installazione, prediligendo autori in grado di misurarsi con i vari media senza distinzione di genere. Il programma prevede tre mostre personali e tre collettive distillate ogni anno e concentrate attorno a una scuderia di nomi selezionati. Tra questi presenteremo Daniele Salvalai, scultore italiano dalla ricerca di altissima qualità, Anila Rubiku, artista di origine albanese che vive tra Canada, Italia e Turchia, invitata alla Biennale del 2011 (Padiglione albanese) e presente nelle più importanti collezioni internazionali, e il coreano Park Eun-Sun, protagonista di esposizioni nelle più importanti città del mondo con opere monumentali. Le idee e i progetti sono tanti. Li sveleremo strada facendo. Intanto inauguriamo la stagione espositiva con una personale dell’artista milanese Eleonora Rossi dal titolo “L’esercizio del ritorno”, a cura di Chiara Gatti, che presenta un ciclo importante di opere recenti e inedite dell’autrice, frutto del suo “ritorno” alla pittura». (Carmelo Cipriani)

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