Il tema? Ispirato dal luogo e dal contesto urbano: una riflessione per immagini incentrata sul rapporto fra l’immediatezza dell’arte moderna, l’armonia stilistica dell’arte classica e i valori delle tradizioni. Il percorso, animato da liete corrispondenze e contrapposizioni, propone una ricca sequela di stimoli visivi e concettuali, evidenziando una chiara volontà di collaborazione tra pubblico e privato. Le accoppiate artista-gallerista ospiti del Palazzo? Alessandro Bagnai con gli eclettici esperimenti di Massimo Barzagli; Santo Ficara con la pittura analitica di Pino Pinelli; la Galleria Frittelli con gli intramontabili décollage di Mimmo Rotella; Il Ponte, con le monumentali public-sculpture di Mauro Staccioli; la Galleria Mentana che sceglie la tradizione pittorica di Ugo Nespolo; Poggiali e Forconi incline invece alla giovane pittura di Roberto Coda Zabetta; Aurelio Stefanini con l’avanguardia di Luciano Ori, tra poesia visiva a e pittura tecnologica; Tornabuoni con i poetici cromatismi di Piero Dorazio; Sergio Tossi con le architetture di stampo metafisico di Paolo Fiorentino; Daniele Ugolini con le graffianti contaminazioni di Raymond Pettibon, tra arte, grafica e fumetto.
La poetica dell’artista britannica Gwen Evans arriva a Roma, con una mostra dall’atmosfera sospesa, visitabile fino al prossimo 24 gennaio
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ci sono andata per tre volte di fila (una volta in gruppo)e l'ho trovata sempre chiusa. Non sarebbe stato il caso di comunicare il cambiamento di programma? o almeno omettere l'evento sul quotidiano locale?