Uno spot per il Mart. Ecco come diventare testimonial per un museo, partecipando a una vera e propria campagna pubblicitaria… d’artista!
Basta mettersi davanti l’obbiettivo di Anna de Manincor, membro del gruppo Zimmerfrei, e prestare la propria faccia per delle foto promozionali. L’idea è quella di utilizzare i ritratti degli amici del museo, frequantetori abituali o casuali, per raccontane le attività all’interno della brochure Andiamo al mart, a cura della sezione didattica. Ognuno dei partecipanti – adulti e bambini- è invitato a scegliere un punto all’interno del polo museale vuole essere ritratto, fornendo un’interpretazione personale della struttura.
Il risultato? Un grande collage composto da tutte le fotografie scattate, accostate come tessere di un mosaico: immagine-simbolo dell’attività per il pubblico in programma per il 2006. Un progetto intelligente, che unisce arte e comunicazione, un’ottima strategia promozionale e una maniera divertente per avvicinare la gente al museo.
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Rob : Ma io non sono un fallito, o almeno non mi sento tale. Certo sarei fallito
> se, come disse un giorno Emilio Fantin, davvero mirassi al successo
> (perchè ogni artista mira al successo, dice lui). Il discorso è molto
> ampio e su Cattelan (ho trascorso un'oretta con uno studente che fa la
> tesi su di lui a parlare della cosa)si potrebbero dire molte cose. Resta
> in ogni caso un paradigma della situazione italiana, così come Politi lo è
> di quella mediatica del piccolo e "provinciale" sistema dell'arte
> italiano. Ma se parli con lui, che alla fine è un ex craxiano, ti dice (e
> ci crede, fidati), che lui è un anarchico (individualista e non
> collettivista, naturalmente).
> Saluti.
Domingo Aniello: I frattali filosofici di questo sistema sono sterminati, anche io potrei dirti d'essere anarco individualista e fino a qualche anno fa pensavo d'esserlo sul serio, sul concetto poi ho seguito Popper e penso che un anarchico non democratico sia una imperfezione distorta di una possibile ma irrealizzabile per lui (democrazia)....
Come artista sei un fallito non per il successo (quello è effimero davanti alla storia) ma per il tuo ritiro e la tua passiva scelta di controfigurare e di non comunicare....
Un artista senza comunicazione e senza tendere a cercare di comunicare un universo che è sempre moltitudinario è un fallito, questo accomuna te a Cattelan....
p.a.aff.
...e sotto la dicitura "non farò figli per questo museo"