E’ stato il tormentone culturale di qualche settimana fa. Stiamo parlando del perentorio “Recensitemi o tacete” tuonato dallo scrittore torinese Alessandro Baricco per apostrofare i critici che lo prendevano a soggetto solo per schernirlo o per sbeffeggiarlo, ma mai con una profonda e seria stroncatura.
Uno spunto che Alfredo Sigolo ha preso al volo per una riflessione immancabile sullo stato della critica in generale, ed in particolare della critica d’arte. Con i dovuti distinguo, ma con le evidenti somiglianze rispetto alla critica letteraria.
E’ uno degli articoli del nuovo numero di Exibart.onpaper che sta per essere dato alle stampe.
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vanno a farsi benedire che sono tutti incompetenti e soldaroli.
Basta leggere le critiche giuste!Non penso che sappiano scriverle solo in Inghilterra!
Mi sempra una eccessiva esterofilia!
Quando alcuni amici anglosassoni leggono i testi critici scritti da italiani che gli sottopongo non ci capiscono niente, é come se si volesse allontanare il pubblico meno preparato facendo della filosofia banale anzicché entrare in maniera diretta nel merito del lavoro di cui si parla. Comunque l'italia e cosà un grande: MA SE?
non tutti, non siate sempre generici